Arturo Osio, ascesa e declino del fondatore della BNL

13/09/2014 di Matteo Anastasi

Dall'inaspettata prima designazione alla sorprendente epurazione, tra antipatie e risultati eccezionali, la storia di uno degli uomini più influenti della sua epoca.

Quando, nel 1925, è chiamato a dirigere l’Istituto nazionale di credito per la cooperazione – dal 1929 BNL, Banca Nazionale del Lavoro – il trentacinquenne avvocato Arturo Osio reagisce sorpreso. Quell’investitura è avvenuta su pressione del Ras di Cremona Roberto Farinacci. Osio non ha meriti di regime, anzi. Già dirigente dei popolari di Sturzo e consigliere comunale a Milano, è uomo di punta del sindacalismo cattolico, quello che ha rotto con i compagni di Partito che, fino al 1923, si rendono disponibili ad appoggiare il fascismo.

BNL-OsioCome narra Valerio Castronovo nel suo “Storia di una banca. La Banca Nazionale del Lavoro nell’economia italiana 1913-2013“, è proprio quell’estraneità a convincere Farinacci a spingere per la sua nomina, in quanto «la presenza ai vertici della Banca di un personaggio che non poteva accampare benemerenze politiche di alcun genere nell’ambiente fascista (e anzi aveva da farsi perdonare certi peccati di gioventù)», appare «la soluzione più acconcia per garantire senza impacci di sorta la realizzazione del programma di […] Farinacci», un programma volto a ristrutturare l’Istituto voluto da Luigi Luzzatti nella sua breve esperienza di presidente del Consiglio (marzo 1910-marzo 1911) e fondato ufficialmente nell’agosto del 1913.

Quando entra nel suo ufficio, Osio trova l’Istituto in uno stato comatoso: 145 milioni di perdite a cospetto di un capitale di 250 milioni. Gode della fiducia del ministro delle Finanze Giuseppe Belluzzo, mentre è ostracizzato dal sottosegretario di quel Ministero, Italo Balbo, che deriva la sua antipatia per Osio direttamente da quella provata per Farinacci, come scritto protettore del capo della futura BNL. A fare da mediatore è, sorprendentemente, Mussolini in persona che, dal 1926, organizza incontri sistematici con Osio. Quella “protezione” gli consente di portare avanti un lavoro di assoluto valore: nel 1929 nasce la Banca Nazionale del Lavoro, capace di grandi operazioni di salvataggio, e dunque di incorporazione, di vari istituti bancari, dalla Banca della Lucchesia a quella popolare di Broni, dal Banca di credito di Lubiana a quella popolare agricola commerciale di Pavia.

A queste iniziative si aggiunge la ristrutturazione della Banca delle Marche e degli Abruzzi. La crescita di popolarità di Osio coincide con la nascita di una moltitudine di antipatie verso la sua persona, cui cerca di rimediare assecondando il grande interesse di Mussolini e di Galeazzo Ciano nei confronti del cinema creando, nel 1935, un’apposita sezione della BNL per il credito cinematografico. Sono gli anni in cui Osio si definisce «il dittatore della Banca di Stato». Ancora per poco, tuttavia. Il 21 gennaio 1942 apprende alla radio di essere stato destituito. Il carnet di relazioni ad altissimo livello che può vantare si defila immediatamente. Osio è un uomo solo.

Ancora oggi, ci si interroga sul motivo della sua epurazione: alcuni parlano di spese private scellerate giunte all’orecchio di Mussolini, altri di un mancato prestito al fratello di Claretta Petacci per un investimento in Spagna, altri ancora – probabilmente in modo più opportuno – individuano la reale motivazione nel peggioramento delle condizioni sui fronti della Seconda guerra mondiale e quindi nella necessità, per il regime, di far fuori le figure in vari modi più esposte. Gli anni del dopoguerra sono accompagnati da incarichi minori, fino alla morte giunta nel 1968 a Roma, quella capitale che gli aveva spalancato le porte del baratro proprio nel momento in cui si sentiva più sicuro in sella, all’apice della carriera.

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Matteo Anastasi

Matteo Anastasi (Roma, 1989) si è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma e, sempre con lode, in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli. Per Europinione si occupa di storia ed esteri. Collabora inoltre con Cronache Internazionali e Mediterranean Affairs ed è co-fondatore del think thank di politica internazionale Il Termometro – Blog di opinioni e discussioni
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