Artigianato e tecnologia. Come sta cambiando il Made in Italy

13/06/2016 di Lucio Todisco

Un'indagine della Fondazione Nord Est mostra una realtà interessante per le piccole e medie imprese del nostro paese: nei settori orafo, dell'arredo e della moda, laddove cresce l'uso delle nuove tecnologie, sale anche la redditività media. Un nuovo modo di generare valore economico per il nostro paese?

Le nuove tecnologie hanno indiscutibilmente cambiato il modo di produrre, soppiantando quelle che potevano essere attività di routine in ambito industriale. Questa crescita tecnologia può portare, per chi ne riesce a cogliere gli aspetti positivi, nuove opportunità lavorative, ma anche nuove opportunità di crescita della propria attività imprenditoriale.

L’Italia, soprattutto per la necessità del nostro Made in Italy di affrontare la concorrenza internazionale sta diventando un interessante laboratorio per l’uso delle nuove tecnologie da parte di piccole e medie imprese, ad esempio in settori tradizionalmente legati all’artigianato, per sfruttare le capacità del digitale per accrescere la possibilità di personalizzazione dei propri prodotti. Su “Il Sole 24 Ore” di domenica 12 giugno sono usciti dei dati interessanti che anticipano una ricerca svolta dalla Fondazione Nord Est e finanziata da Banca Ifis che ha cercato di dare una risposta a come e in che modo la diffusione delle nuove tecnologie stia cambiando il sistema produttivo manifatturiero italiano.

Un incontro virtuoso – L’indagine svolta ha riguardato 787 imprese del Made in Italy e si è concentrata su tre settori, quello della moda, quello dell’arredo e quello orafo. Le risposte che giungono, sono decisamente interessanti per comprendere come stia avvenendo un incontro virtuoso tra artigianato e nuove tecnologie. Nel mondo della moda si stanno diffondendo con grande velocità tecnologie come lo scanner 3D e il digital mirror per la misurazione delle persone per avere abiti sempre più su “misura”. Nel settore orafo, invece, si registra un utilizzo al di sopra della media di tecnologie laser e di stampanti 3D e 3D scanning, rispettivamente diffuse tra il 51,4% e il 41,1% degli intervistati. Per queste aziende che hanno deciso d’investire sulla tecnologia e l’innovazione, la redditività media nell’arco temporale 2007-2014 si attesta intorno al 7% rispetto alla media nazionale del settore, che è del 4,6%. Se guardiamo al mondo del mobile e dell’arredo, la correlazione tra tecnologie adottate e reddittività negli anni della crisi è stata dell’8% rispetto alla media generale del settore del 4,8%

Tutti questi casi ci dimostrano come l’uso delle tecnologie applicate al sistema produttivo manifatturiero abbia portato e stia portando miglioramenti in termini di redditività e produttività sicuramente non marginali. Questo anche alla luce di una decisa scelta del nostro sistema produttivo di provare a differenziarsi sul mercato internazionale, cercando di lanciare sul mercato prodotti che, in un mercato sempre più standardizzato, uniscano “il saper fare” della tradizione italiana con quel mix tecnologico che costituisce un ulteriore elemento di valorizzazione.

Investire nella comunicazione – Ci troviamo di fronte, quindi ad un artigianato tecnologico che sta creando valore aggiunto al nostro “Made in Italy”. Ma questo sviluppo non può che passare per la digitalizzazione del prodotto, investendo nella comunicazione e in progetti digitali. Per arrivare nel grande scenario dei mercati internazionali è necessario che le imprese diffondano in modo innovativo sul web i nuovi prodotti dell’artigianato italiano. Uno dei casi interessanti, citati anche nell’articolo a firma di Stefano Micelli su “Il Sole 24 ore” di domenica 12 giugno, “Il Rinascimento dell’artigiano tecnologico” è quello di Berto Salotti, azienda della Brianza che da anni lavora sulla diffusione dei propri prodotti sul web, con la creazione di un proprio canale su YouTube, tanto da essere l’unica azienda italiana citata da Google in occasione del suo quindicesimo compleanno. Tutti e tre i settori analizzati mostrano questo trend positivo: le imprese sotto osservazione nell’indagine sul digital manufacturing che utilizzano un e-commerce completo interno sono l’11,8% per il settore della casa, il 9,67% in quello orafo, il 22,46% in quello della moda, percentuale superiore alla media generale dei settori oggetto d’indagine (5,67% settore arredamento; 9,74% settore orafo; 9,22% settore moda). Un altro caso decisamente interessante è quello di Marrone, azienda che produce cucine per la ristorazione, che realizza soluzioni ad hoc per i propri clienti partendo dalla richiesta degli chef, sulla base di un vasto catalogo digitale che permette la realizzazione di soluzioni personalizzate.

Tutti questi dati ci mostrano come si stia diffondendo abbastanza rapidamente un nuovo modo di generare valore economico nel nostro paese grazie a questa nuova artigianalità che unisce il rispetto della tradizione con l’uso delle nuove tecnologie. Un gruppo sempre più numeroso di aziende che rappresentano l’avanguardia del nostro sistema economico e che si sta facendo carico di diffondere una nuova immagine del nostro Made in Italy.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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