L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis

19/01/2015 di Simone Di Dato

La mostra dedicata alle monografiche che raccontano la parabola artistica di due giganti dell’arte italiana, in un intenso dialogo con i prestigiosi spazi e la forte identità del Castello Estense

Piuttosto che relegarli in deposito, i responsabili dei musei ferraresi hanno ben pensato di restituire al pubblico alcuni dei capolavori appartenenti alle collezioni di Palazzo Massari, casa di un patrimonio artistico rimasto celato dopo il terremoto del 2012 e ora in fase di restauro. Le opere in questione sono quelle firmate da Giovanni Boldini e Filippo de Pisis, due tra i più grandi protagonisti della scena italiana e internazionale tra Otto e Novecento. Ad accoglierne i capolavori sarà fino al 2017 la preziosissima cornice del Castello Estense, il monumento più rappresentativo di Ferrara che per l’allestimento temporaneo ha disposto le sale del sontuoso appartamento di rappresentanza al piano nobile e i celebri Camerini del Principe.

L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis
Giovanni Boldini, La passeggiata al Bois de Boulogne, c. 1909

Con ben 58 opere tra cui 27 oli e 31 lavori su carta, ad aprire il percorso espositivo sarà Giovanni Boldini, protagonista delle sale del Governo, della Devoluzione, dei Paesaggi e delle Geografie del Castello. Nato a Ferrara nel 1842 e trasferitosi a Firenze nel 1862, il giovane pittore rivolse fin da subito il suo interesse verso i macchiaioli, in particolare a Signorini, Fattori e Banti, per poi prenderne le distanze una volta messo piede a Parigi. E’ qui infatti che Boldini diventerà l’interprete per eccellenza di un mondo in bilico, raggiungendo una piena maturità artistica e stilistica. Tocchi nervosi e abbreviarti calibrati dall’eleganza delle forme, invadono i volti e le figure sinuose delle dame più intriganti e dedite alla moda del tempo, custodi di una femminilità vivace e maliziosa. “Era un artista ultra chic – scrisse Berenson nel 1958 – in suo modo particolare, specialmente quando ritraeva lungi formi signore dell’alata società internazionale che appaiono dipinti come sotto un vetro traslucido. Esperto di quel mondo e della letteratura francese che lo ha rappresentato, interpretava molto bene la più alta eleganza femminile in un’epoca in cui era ancora troppo rivestita dagli artifici dei sarti e delle modiste, figurativamente legata in pose ambigue che sano tra il salotto e il teatro. Ma quei ritratti hanno un forte potere di incanto: rivelano spontanee e sicure doti di pittore.” Tra le opere in mostra spiccano “Fuochi d’artificio”, ritratto di una dama eterea ed elegantissima nel suo abito portato al limite dell’astrazione con pennellate bianche e rosa rese come un turbinio di vento, ma anche il “Ritratto del piccolo Subercaseaux”, una delle opere più rappresentative dello stile maturo del pittore della Belle Epoque, con una gamma cromatica sobria e raffinata nei toni del bianco, nero e grigio a fare da eco alla grande ritrattistica spagnola del Seicento, in particolare alla pittura di Velàsquez di cui Boldini fu grande ammiratore. Il perfetto connubio tra cultura del museo e pittura moderna.
Tuttavia è ne “La signora in rosa” che il percorso trova il capolavoro più riuscito della fase matura dell’artista. Affiancata da bellissimi fiori appena recisi, questa dama raffinata ma disinvolta, lascia che la sua posa eccentrica e i tessuti del suo abito prendano il sopravvento sulla tela insieme alla materia pittorica. “C’est un classique!” Il perfetto esempio di “mondanità, charme, sinuosa civetteria e desiderio inconfessato”.

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L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis
Filippo de Pisis, La rosa nella bottiglia, 1950

Nei celebri Camerini di Alfonso I, aperti per l’occasione, si apre invece la seconda parte della mostra, con i 37 dipinti di Filippo de Pisis, altro “figlio” di Ferrara, poeta e pittore fondamentale sulla scena della pittura italiana della prima metà del Novecento. Nato nel 1896 e avvezzo fin dall’adolescenza alla poesia, de Pisis cominciò la sua carriera partendo da squisiti collages evidentemente ispirati al clima francese. Ma ciò che contribuì a mettere a punto il suo inconfondibile stile fu il suo incontro con De Chirico e il fratello Alberto Savinio. Le sue immagini, più che disegnate, risultano evocative di un costante clima poetico, come risulta dalle vedute parigine, londinesi, delle marine veneziane, ma anche dai nudi e dalle bellissime composizioni di fiori. Opporsi a ogni forma di classicismo, circondare i suoi soggetti di lirica intensità, sembrano essere le prerogative imprescindibili della sua pittura. L’allestimento propone alcune delle opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese grazie all’attività della Fondazione Pianori e al lascito di Manlio e Franca Malabotta. Si passa dunque dalle preziose testimonianze giovanili, all’assimilazione della pittura metafisica, fino ai capolavori del periodo parigino. All’appello “La rosa nella bottiglia”, “Natura morta con calamaio” e soprattutto il “Ritratto di Allegro”, un olio su cartone incollato su tavola, risalente al 1940, che condivide lo stile rapido ed espressivo del segno, elementi tipici di un periodo molto felice per l’artista.

Curata da Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Ferrara Arte, in collaborazione con Barbara Guidi e Chiara Vorrasi, “L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis” propone due monografiche che raccontano la parabola artistica di due giganti dell’arte italiana, in un intenso dialogo con i prestigiosi spazi e la forte identità del Castello Estense. Ma fa di più. Con un allestimento temporaneo di tre anni fa rivivere Palazzo Massari con le sue collezioni più importanti. Per ora un museo chiuso, ma in qualche modo sempre in attività.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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