Arte 2017: il calendario delle mostre da non perdere

11/01/2017 di Simone Di Dato

Il calendario dell'arte del nuovo anno sarà ricchissimo di eventi e riguarderà numerose città italiane grazie a mostre e grandi esposizioni.

Mostre in Italia

Da Milano a Torino, da Genova a Firenze, fino a Roma e Napoli. Il calendario dell’arte del nuovo anno sarà ricchissimo di eventi e riguarderà numerose città italiane grazie a mostre e grandi esposizioni. Tra gli appuntamenti più attesi senza dubbio la 57/a edizione della Biennale di Venezia, cui seguono grandi maestri del passato come Caravaggio e Guercino, i pilastri dell’arte moderna Amedeo Modigliani, Manet e Vasilj Kandinskij, fino ai protagonisti della comtemporaneità Damien Hirst, Bill Viola e Keith Haring solo per citarne alcuni. Ecco di seguito gli eventi più importanti di questo 2017.

Mostre 2017Bologna. Attesa dal 27 al 30 gennaio, aprirà la stagione artistica la 41/a edizione di Arte Fiera Bologna. Con la nuova direzione affidata ad Angela Vettese, in una una nuova veste grafica completamente rinnovata, la fiera punta a “la natura nelle sue molteplici forme, dall’altro la capacità umana di circoscriverla e ripensarla, accettandone con flessibilità mentale anche i lati più perturbanti“, confermando la propria identità di fiera d’arte italiana maggiormente consolidata e ricca di storia. Bisognerà invece aspettare aprile per l’inaugurazione della mostra dedicata a Mirò, ospitata da Palazzo Albergati e novembre per ammirare i capolavori dell’arte messicana del XX secolo direttamente dalla collezione Gelman.

Brescia. Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento sarà l’evento più importante a Brescia, una mostra curata da Davide Dotti e ospitata dalle sale di Palazzo Martinengo, dal 21 gennaio all’11 giugno. Dopo i successi di critica e di pubblico, con oltre 105.000 visitatori grazie a rassegne quali Il Cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol nel 2015, Lo Splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento nel 2016, Palazzo Martinengo punta su 100 capolavori dei maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura e del divisionismo da Canova a Hayez, da Fattori a Segantini, da Inganni a De Nittis, da Appiani fino a Boldini, per raccontare la straordinaria stagione artistica italiana del XIX secolo.

Milano. Proseguono le mostre già inaugurate l’anno scorso (Rubens a Palazzo Reale, Jean-Michel Basquiat al Mudec e Boom 60! Era arte moderna al Museo del Novecento). Grande attesa invece per  Keith Haring. About art, prossimo ospite delle sale di Palazzo Reale dal 20 febbraio fino al 18 giugno. Per la prima volta una mostra percorre l’intera vita artistica del pittore e writer statunitense, con una vastissima selezione di opere provenienti da tutto il mondo, mettendo in evidenza accanto alla figura di artista militante, i riferimenti ampi e articolati ad altri artisti e linguaggi. Al Mudec, dal prossimo 15 marzo, Milano renderà omaggio a Vasilj Kandinskij. Il cavaliere errante guarderà all’artista “con un’inedita mostra “site-specific”, legata alla propria vocazione e fondata sul rapporto tra arte e scienze e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva. Tutti aspetti sperimentati dal fondatore dell’astrattismo, che ha sempre mostrato interesse per un approccio scientifico alla realtà, per le esplorazioni, per il viaggio come cifra riassuntiva della sua stessa esistenza“. Dal 3 marzo al 2 luglio, sempre a Palazzo Reale sarà ospitata la mostra, Manet e la Parigi moderna, una grande esposizione prodotta da Skira in collaborazione con il Musée d’Orsay che, attraverso 50 capolavori di Manet, Renoir, Degas e altri maestri della Parigi di fine Ottocento, illustra l’epoca in cui la capitale francese si affaccia alla modernità innovando la propria cultura. Negli stessi giorni Piacenza, tra il Duomo e Palazzo Farnese, farà rivivere il ‘600 emiliano del Guercino in un unico percorso tra sacro e profano.

Arte Italia 2017Venezia. Grande attesa per la 57/a Biennale di Venezia, curata da Christine Macel e che si svolgerà dal 13 maggio al 26 novembre 2017 (vernice 10, 11 e 12 maggio) ai Giardini e all’Arsenale nonché in vari luoghi di Venezia. Tema scelto dalla Macel è Viva Arte Viva che ha così descritto l’evento: “L’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umano in un momento in cui l’umanesimo è seriamente in pericolo. È il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come dei fondamentali interrogativi. È un “sì” alla vita, a cui certamente spesso segue un “ma”. Più che mai, il ruolo, la voce e la responsabilità dell’artista appaiono dunque cruciali nell’ambito dei dibattiti contemporanei.” Ancora a Venezia da domenica 9 aprile, Palazzo Grassi e Punta della Dogana presenteranno un progetto inedito dell’artista britannico Damien Hirst, che coinvolgerà entrambe le sedi. L’esposizione del capofila della Young British Art, è frutto di un lavoro durato dieci anni. La mostra, curata da Elena Geuna è la prima grande personale in Italia dedicata a questo artista, dopo la retrospettiva del 2004 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Appena pochi giorni dopo, il 12 aprile sull’isola di San Giorgio verrà celebrato un altro grande maestro dell’arte contemporanea: Alighiero Boetti: Minimo Massimo.

Roma. Prossimo protagonista della Capitale, dove proseguono le mostre dedicate ad Artemisia Gentileschi a Palazzo Braschi e al Museo universale presso le Scuderie del Quirinale, sarà l’ Anfiteatro Flavio che per l’occasione celebrerà se stesso con un’esposizione, allestita dal 23 febbraio, dal titolo Colosseo. Un’Icona. A poca distanza e dopo pochi giorni, nel Complesso del Vittoriano prenderà il via la stagione primaverile con una mostra dedicata a Giovanni Boldini, che inaugura il 4 marzo. Sempre nella capitale, lo stesso giorno Palazzo delle Esposizioni apre le porte a Georg Baselitz. Più tardi, da marzo in poi vedremo esposizioni dedicate a Monet e Botero.

Genova. Dal 15 marzo al 16 luglio 2017 Palazzo Ducale ospita una retrospettiva dedicata all’ultimo maudit, Amedeo Modigliani, protagonista tra le altre cose di una serie di appuntamenti, per raccontarne il tempo – quella Parigi fra Belle Époque e assenzio –, le donne e anche la sua figura da scandalo (21 e 28 marzo, 4 e 11 aprile 2017), per raccontare la vita e l’arte di un genio indiscusso attraverso le tappe principali della sua breve carriera artistica.

Picasso, Arlecchino pensoso, 1901.
Picasso, Arlecchino pensoso, 1901.

Napoli. Fino a febbraio sarà ancora possibile ammirare le splendide fotografie di Steve McCurry presso il PAN Palazzo delle Arti di Napoli e a Capodimonte il capolavoro di Vermeer “La Suonatrice di liuto” prestigioso prestito del Metropolitan Museum di New York. Dal 10 aprile al 10 luglio ancora a Capodimonte verrà inaugurata Picasso-Parade. Napoli 1917, esposizione articolata tra il museo napoletano e l’Antiquarium di Pompei, che celebrerà i cento anni dal viaggio in Italia del maestro spagnolo. Dal 12 gennaio invece il Museo Diocesano di Napoli ospiterà un’importante esposizione dedicata a Leonardo da Vinci, nata da un’idea del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.) e la cura scientifica di Nicola Barbatelli. Sono passati ormai circa trentaquattro anni dalla celebre mostra di Capodimonte su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma. Oggi Napoli si pone al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della famosissima tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, ed altri dipinti del suo affascinate atelier, come il Cristo Benedicente, del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, per la prima volta presentato con una attribuzione al pittore messinese Girolamo Alibrandi. Presente in mostra anche la tavola col Cristo fanciullo del Salaì, il giovane e controverso collaboratore di Leonardo, accompagnata da diversi lavori di pittura di allievi leonardeschi come Marco d’Oggiono

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.