Angkor, la Cambogia al primo posto nella classifica di Lonely Planet

22/08/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Il famoso sito archeologico cambogiano si è aggiudicato il primo posto nella lista di cinquecento luoghi imperdibili secondo Lonely Planet.

Angkor Wat

Al primo posto nell’attesa “Ultimate Travelist” messa a punto da Lonely Planet spicca la maestosa Angkor. La casa editrice fondata da Tony Wheleer ha stilato, infatti, una lista di cinquecento luoghi imperdibili e il vincitore è proprio il sito archeologico più importante della Cambogia. Riconosciuto nel 1992 come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, il sito occupa una vasta area compresa tra il lago Tonle Sap e le montagne del Phnom Kulen.

La città principale è Siem Reap, sviluppatasi negli anni venti appositamente per sopperire alle necessità dovute ad un turismo sempre crescente. Tra le numerose attrazioni turistiche spiccano il lago di Tonle Sap, il più grande bacino idrico del Sud Est asiatico, che con il suo vario ecosistema garantisce il sostentamento alla popolazione locale, in particolare a coloro i quali vivono su delle palafitte nel villaggio di Chong Kneas; i “killing fields”, campi della morte, dove migliaia di persone furono sepolte dopo essere state uccise dai Khmer Rossi nel periodo dal 1975 al 1979; poi il museo delle mine terrestri, il parco aviario protetto di Prek Toal, fino ad arrivare ai magnifici templi.

Da Bayon al gruppo di Angkor Thom – l’ultima capitale dell’Impero Khmer –, sono centinaia i templi presenti nella zona. Il più conosciuto e visitato è Angkor Wat, simbolo della bandiera cambogiana, che da solo si aggiudica il primato della costruzione religiosa più grande del mondo secondo il Guinness dei primati (oltre ad essere considerato il vertice dell’espressione artistica khmer). Il tempio è immerso nella foresta pluviale ed è composto da cinque torri, ognuna delle quali simboleggia le cinque cime della montagna, delimitate da un fossato che rappresenta le montagne e l’oceano che lo circondano. Fu costruito intorno alla prima metà del XII secolo per volere del re Suryavarman II in onore di Vishnu, antica divinità vedica.

L’imponente edificio racchiude in sé due principali caratteristiche dell’architettura cambogiana: il tempio-montagna che si erge all’interno di un fossato e simboleggia il Meru (la montagna degli dei nella religione indù) e i successivi templi a galleria. Elogiato soprattutto per la sua armonia, il suo stile – noto poi come “stile Angkor Wat” – è stato addirittura paragonato all’architettura degli antichi greci e romani. Non stupisce, dunque, che il tempio sia diventato una delle maggiori attrazioni turistiche della Cambogia. E nemmeno che l’intero sito archeologico nel quale è situato sia stato scelto come primo di una classifica di meraviglie che tutti, una volta nella vita, dovremmo visitare.

The following two tabs change content below.

Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
blog comments powered by Disqus