Altra stangata per l’UE: S&P declassa la Francia

10/11/2013 di Gennaro Gentile

Standard & Poor's declassa il debito francese

Outlook stabile – Le riforme varate dal Governo Francese non rappresentano il prologo di una crescita sensibile e sostenibile del Paese nel medio-lungo periodo. Questo è quanto emerge dalle stime dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, che il 9 novembre ha deciso di declassare il debito parigino, passato da AA+ ad AA. Una decisione che ha scatenato l’ira dei cugini d’Oltralpe, ed in particolare del Ministro dell’Economia, Pierre Moscovici, che ha definito questo provvedimento “critico ed insensato”. Più cauto il Primo Ministro Jean-Marc Ayrault, che ha sottolineato come l’agenzia di rating non abbia tenuto conto di alcuni punti critici delle riforme recentemente varate dal governo francese.

Divergenze di opinione – Punto nevralgico della disputa è il dato della produzione industriale del mese di settembre che, secondo il Governo, sarebbe aumentata dello 0,7%, mentre S&P sostiene di aver ravvisato, invece, una contrazione dello 0,5%. A pesare sul giudizio espresso è anche il dato sulla disoccupazione, attestatasi nel corso dell’anno su livelli allarmanti. Si tratta, quindi, di divergenze non da poco che riaprono la disputa in merito all’affidabilità dei giudizi di queste società statunitensi.

Jean-Marc Ayrault, downgrade debito francese
Jean-Marc Ayrault

Uno strano mercato – Non è la prima volta che le società di rating, tra le quali Standard and Poor’s riveste un ruolo di primo piano, colpiscono duramente le economie europee. Prima della Francia, stessa sorte è toccata alla Spagna, alla Grecia e, ovviamente, all’Italia. Le maggiori tensioni sul mercato del rating derivano dalle sue stesse caratteristiche: si tratta di un settore oligopolistico, dominato da tre grandi società, che sono in grado di stabilire la buona o cattiva sorte dei soggetti da loro giudicati. L’ambiguità di questi operatori, poi, sta nel fatto che essi, oltre a valutare il merito di credito di società private e stati sovrani, offrono agli stessi soggetti servizi di vario genere, innescando quindi un pericoloso conflitto d’interessi. Si consideri poi che le valutazione effettuata, viene pagata dal valutato stesso, il che aggrava ulteriormente il rischio edulcorazione delle stime. La linea di difesa generalmente adottata dai vertici societari di Standard & Poor’s e delle altre società di rating, è che i costi reputazionali derivanti da un eventuale uso improprio del potere da loro detenuto sarebbero così alti da disincentivare comportamenti scorretti. Da un’ottica macroeconomica un altro spunto di riflessione è dato dal fatto che tutte le maggiori compagnie alle quali si fa riferimento sono statunitensi. L’esigenza di riequilibrare la situazione mediante l’inserimento sul mercato di una società di rating europea si fa sentire sempre più.

Downgrades & upgrades – Le variazioni del rating, positive o negative che siano, hanno profonde ripercussioni sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo normativo. Il peggioramento del merito creditizio francese potrebbe determinare maggiori difficoltà nel reperimento di finanziatori o, più probabilmente, la richiesta di un tasso d’interesse più elevato.

Le jeux sont fait – Per quanto si possa discutere in merito alla fondatezza di questo provvedimento, la Francia si trova ora a fronteggiare una situazione diversa e più complessa. Il Ministro Moscovici sottolinea come il debito francese rappresenti ancora uno dei più solidi ed affidabili della zona Euro. Si tratta, chiaramente, di un tentativo di tranquillizzare il mercato e minimizzare gli effetti di questa decisione. In effetti, la situazione è tutt’altro che catastrofica, e riflette solo alcune perplessità statunitensi sulla linea politica varata dal governo parigino. Si aspetta di vedere come reagiranno le Borse europee, che oggi hanno segnato un rialzo del rapporto Euro/Dollaro, attestatosi a quota 1,34066, dopo aver toccato ieri il livello più basso da settembre, pari a 1,329.

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Gennaro Gentile

Classe 1989, originario di Torre del Greco, ottiene a pieni voti la laurea in Management presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel 2013 consegue con lode la specializzazione in Finanza d’Impresa presso la LUISS “Guido Carli” di Roma
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