Domenico Quirico, sono passati 54 giorni

02/06/2013 di Monica Merola

Domenico Quirico

Domenico Quirico – Da cinquanta giorni non si hanno notizie di Domenico Quirico, giornalista inviato per il quotidiano “La Stampa” e scomparso in Siria. Il suo ultimo contatto diretto con il nostro paese è stato un messaggio che il giornalista ha inviato ad un collega della Rai, il giorno 9 aprile, all’interno del quale affermava di essere sulla strada per Homs, uno dei 14 governatorati siriani. Sotto suggerimento del Ministero degli Affari Esteri Mario Calabresi – direttore de “La Stampa” – ha taciuto la notizia per circa venti giorni. Ma trascorso questo lasso di tempo è stata presa la decisione di informare i media per permettere alla notizia della scomparsa di Quirico di diffondersi aiutando le indagini e le ricerche. Emma Bonino ha affermato che la Farnesina «le sta provando tutte».

Le figlie – E’ struggente l’appello delle figlie del giornalista, Eleonora e Metella, le quali hanno rivolto le loro preghiere a chiunque sappia qualcosa, anche la cosa più insignificante che potrebbe essere quella decisiva per il ritrovamento. L’incipit dell’appello è chiarissimo: “Siamo le figlie di Domenico Quirico, il giornalista inviato del quotidiano La Stampa scomparso in Siria da 50 giorni. Nostro padre è nel vostro paese per raccontare all’Italia il dramma della Siria e del popolo siriano”.

Giornalismo e guerra – Raccontare: questo il verbo essenziale su cui riflettere. Domenico Quirico era in Siria per assolvere al proprio compito, ovvero permettere al suo paese di sapere cosa sta accandendo in Siria. E per assolvere anche ad un servizio pubblico, che è quello dell’informazione: un dovere per i professionisti ed un diritto per i fruitori. Ma informare oggi – molto più che una comune professione – è diventata una vera e propria azione di ribellione, quasi una guerriglia verbale atta a denunziare le storpiature del mondo. Ed un sentimento di latente rassegnazione che sta circondando la scomparsa di Domenico Quirico è la rappresentazione di quanto invece sia necessario parlare, continuando a raccontare da giornalisti – ma anche e soprattutto da esseri umani – la guerra, la fame, la povertà, la violenza, il potere. Poichè soltanto attraverso lo strumento della parola è possibile consegnare all’umanità la libertà di poter scegliere e di poter decidere se e da quale parte stare.

L’appello delle figlie di Quirico si addiziona alle iniziative mosse per il suo ritrovamento da parte della società e della stampa, come ad esempio la Giornata per la Libertà promossa dall’Unesco. Il nastro giallo è diventato il simbolo dell’attesa per il suo ritorno, ma è ancora troppo poco. Vi è l’assoluto bisogno di sapere la verità sulla sua sorte, e di riportare il prima possibile a casa un professionista che ha messo la propria vita ed il proprio talento a servizio dell’informazione. Europinione si unisce alla sua famiglia, forza Domenico, siamo tutti con te.

 

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Monica Merola

Dopo aver conseguito la maturità classica ottiene la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso "La Sapienza", con una tesi su Anna Politkovskaja. Giornalista pubblicista da marzo 2012 , non scrive per vivere ma vive per scrivere.
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