La Noche de la Candelaria: Alfredo Stroessner

01/02/2014 di Lorenzo Cerimele

La fine del lungo regime di Alfredo Stroessner

Alfredo Stroessner

Paraguay, Stroessner. Il giorno del 2 febbraio viene ricordato dai cristiani cattolici come il giorno della presentazione al Tempio di Gesù Cristo e, per via della tradizione, oramai consuetudinaria, viene denominato giorno della Candelora. Questo giorno ha un’accezione particolare per i paraguaiani, poiché ricorre l’anniversario della caduta del longevo presidente Alfredo Stroessner. Durante la notte della Candelora del 1989 –l’ispanica “Noche de la Candelaria“- gran parte dei membri del partito Colorado, al quale il presidente apparteneva, lo rimossero con un colpo di stato , dopo una presidenza durata ben 34 anni. Il generale Stroessner giunse anch’egli al potere tramite un colpo di stato operato nei confronti del presidente Tomás Romero Pereira il 15 agosto del 1954. Quest’ultimo, grazie anche all’aiuto dello stesso generale, aveva rovesciato il presidente Federico Chávez nel maggio dello stesso anno.

Alfredo Stroessner
Alfredo Stroessner

USA e Containment. L’arrivo al potere del generale Stroessner pose fine definitivamente alle lotte di potere che si perpetravano in Paraguay dalla fine del secondo conflitto mondiale. Forte del saldissimo appoggio delle classi medio-alte e dell’esercito , il generale diede vita ad una delle dittature latino-americane più longeve del continente. Tale longevità, però, è da attribuirsi, oltre che alla sicurezza che la presa del potere di un uomo come Stroessner dava alla popolazione, spaventata da una possibile nuova guerra civile (come quella del ’47),  anche all’appoggio che gli Stati Uniti d’America, davano alla presidenza Stroessner in chiave anti-comunista. Bisogna, infatti, ricordare l’ottica in cui si colloca tale regime che è chiaramente quella del Containment statunitense – in piena Guerra Fredda– atta ad arginare un eventuale effetto domino, determinato dal possibile spostamento di paesi verso il comunismo, invece che verso gli ideali della liberal-democrazia. L’esigenza di un governo stabile e, possibilmente anti-comunista, era quindi necessario al mantenimento dello status quo e all’impedire una breccia sovietica proprio nel continente dove albergavano gli Stati Uniti.L’insediamento di Stroessner fu il primo di una lunga serie di colpi di mano, poi, successivamente raccolti sotto il nome di “Operazione Condor”, sostenuta dai servizi segreti Usa  a tutela delle forze anti-comuniste nei paesi latinoamericani in cui vi erano forti partiti comunisti. Tra i vari colpi di stato ricordiamo i colpi di stato avvenuti negli anni ’70 in Cile e in Bolivia.

Dittatura e repressione. Inizialmente presentato come pacificatore, riuscì in poco tempo, modificando la Costituzione, a farsi eleggere per diversi mandati consecutivi: ben otto elezioni dominate con percentuali bulgare che rasentavano la soglia del 90% dei suffragi. Amava definire il modello imposto al suo paese come “democrazia senza comunismo” ma in realtà fu la più lunga dittatura di tutto il Sud America, sempre più vicina a quelle instauratesi nel centroamerica di Somoza e Trujillo che ai regimi militari sorti a partire dagli anni sessanta nel Sud America. Durante questi lunghi anni di dittatura, Stroessner represse nel sangue ogni tipo di sciopero, riunione o manifestazione additate dal regime come “azione che perturbavano l’ordine costituito e la pace dello stato paraguaiano”. In nome della sicurezza nazionale i reparti dell’esercito e della polizia utilizzavano metodi violenti e coercitivi che violavano i più elementari diritti umani. Similmente ad altri stati del Sud e Centro America, le scomparse, i rapimenti, le torture, persecuzioni ed intimidazioni erano all’ordine del giorno in Paraguay. Recenti studi, riguardo i metodi poco ortodossi utilizzati dal regime di Stroessner, hanno dimostrato che, attraverso tale “prassi”, il presidente poté quasi annichilire qualsiasi forma di dissenso e detenere indisturbato un ampio potere per quasi un trentennio.

Nel 1983, data oramai l’età avanzata del presidente, si cominciò a pensare ad un suo successore e all’interno del Partito Colorado sorse una divisione fra coloro che continuavano a sostenere il loro leader ed aspettare una sua spontanea successione e coloro, tra i quali il generale Andrés Rodriguez, che chiedevano un suo passo indietro. In occasione delle elezioni del 1988, il regime paraguaiano, stremato ormai da una crisi economia e dall’isolamento internazionale, vide la comparsa di un numero di oppositori sempre maggiori. La debolezza va individuata nel progressivo logorarsi della coalizione dominante il regime, il passaggio all’opposizione di parte di questa e il definitivo abbandono, già cominciato lentamente dopo la dipartita statunitense dal Vietnam e proseguita con le amministrazioni Carter e Reagan, della politica di contenimento adottata da Truman nel lontano 1947. L’Urss non era più un problema e, come Stroessner, era prossima alla definitiva dipartita.

“[…] siamo qui per la dignità, l’onore e la forza delle Forze Armate del paese, per l’unificazione e per la democratizzazione del Paraguay. Siamo qui per il rispetto dei diritti umani, per la difesa della nostra religione cristiana, cattolica e romana […]” (Comunicato ufficiale del Gen. Rodriguez, 3 gennaio 1989)

 Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 1989, i membri dissidenti del Colorado deposero il presidente Stroessner nominando al suo posto il generale Rodriguez. Questa mossa permise al partito di mantenere indisturbato il potere per diciannove lunghi anni, trionfando anche dopo la completa restaurazione della democrazia in Paraguay.

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Lorenzo Cerimele

Nato a Roma il 25-02-1992, è un grande appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali con un debole per l'Europa del Concerto delle Potenze. Attualmente studia Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli di Roma. Si occupa di storia e di esteri.
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