Da Alfano a Vendola, dalla Cancellieri a Scelta Civica: venerdì di scandali e scissioni

16/11/2013 di Luca Andrea Palmieri

Nei casi di ieri uno specchio delle patologie del potere in Italia

Scissione PdL, crisi Scelta Civica, scandalo Cancellieri e Vendola

Cade a pezzi il Pdl – Chissà se Marco Mengoni, quando ha portato a Sanremo “L’essenziale”, immaginava di poter esprimere così bene il pensiero di molti che, nel mondo politico, hanno vissuto oggi una giornata di passione. “Mentre il mondo cade a pezzi, io compongo nuovi spazi”: questi versi, abusati dalle radio in tutto il 2013, farebbero da sfondo musicale perfetto alle dichiarazioni di ieri sera di Angelino Alfano, quando ha annunciato che non sarebbe entrato nella nuova Forza Italia, e che, insieme al gruppo delle “colombe” del Pdl, si appresta a creare un gruppo parlamentare autonomo chiamato “Nuovo centrodestra”. Cosa ci sarà poi di “nuovo” in una componente politica che ha come basi Alfano, Cicchitto, Quagliariello e Formigoni (che ha anche dato i numeri: 37 senatori e 23 deputati), rimane un mistero. Fatto sta che ha vinto la linea dura dei falchi, dopo il fallimento delle mediazioni di Berlusconi in vista del consiglio nazionale del partito di oggi.

La legge di (in)stabilità – Una notizia del genere, a prima vista, basta e avanza per fare tutti i titoli di testa dei quotidiani di oggi. Ma paradossalmente, finiscono negli articoli di spalla avvenimenti dal peso anche maggiore di questo venerdì nero. La notizia più rilevante è sicuramente la bocciatura da parte dell’Unione Europa della legge di stabilità del ministro Saccomanni: una notizia, questa, che può avere un peso reale sulla vita dei cittadini: soprattutto nel momento in cui la stretta sul deficit riduce i margini di manovra del governo sugli investimenti veri per il rilancio dell’economia. Investimenti veri che, tra l’altro, ancora non si vedono.

Anna Maria Cancellieri, il caso LigrestiCancellieri, ancora tu – In mattinata poi uscivano nuove intercettazioni sul ministro Cancellieri, che la hanno legata ancor più al caso di Giulia Ligresti, e che han fatto tornare in auge le richieste di dimissioni da parte di tutti i partiti d’opposizione, Movimento 5 Stelle su tutti, a cui si aggiunge ormai una parte sempre più consistente del Pd. Matteo Renzi, in particolare, ha ribadito la sua posizione, tra l’altro condivisa dai giorni scorsi da Pippo Civati, suo avversario nella corsa alla segreteria dei democratici.

I dolori del giovane Nichi – Se alla Cancellieri manca sempre più la terra sotto i piedi, il mondo pare davvero caduto a pezzi per Nichi Vendola. Come visto nell’articolo di ieri sulle nostre pagine, Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una sua intercettazione del 2010, dove una risata di troppo su un argomento in cui, di fatto, conveniva mantenere una certa sobrietà (il caso Ilva, riguardante un microfono strappato ad un giornalista che provava a fare domande scomode a Riva), ha permesso che si aprisse la strada agli attacchi. Giustificati o meno, non ci piove che la credibilità del politico pugliese, già in calo, abbia ricevuto un duro colpo. Se è stato fatale, lo scopriremo nei prossimi mesi.

Sciolta Civica? – Last but not least, è facile dimenticarsi, in questo marasma di prime pagine, che anche un altro partito di governo è a un passo dalla scissione: neanche Scelta Civica infatti è sopravvissuta al virus delle divisioni (viene quasi il dubbio che giri il contagio della frammentazione perpetua del Pd). Oggi, all’assemblea del partito, l’ala popolare che fa riferimento al ministro della Difesa Mauro e al senatore Olivero ha lasciato la sala, preannunciando una rottura. Scissione praticamente annunciata dal presidente Alberto Bombassei (succeduto al dimissionario Monti), che ha annunciato la prossima fine del patto elettorale con l’Udc.

Bonacce – Insomma, una giornata di passione per buona parte della politica italiana, a cui mancano solo il Movimento 5 Stelle (che, ben più in piccolo, aveva avuto il suo caso nei giorni scorsi, con il ricordo al kamikaze che tante critiche ha portato contro la deputata Emanuela Corda) e, per una volta il Partito Democratico. Un po’ di karma positivo dopo i problemi del tesseramento? Potrebbe trattarsi anche solo di bonaccia, in vista di una potenziale bufera che ha data, nome e cognome: 8 dicembre, congresso nazionale per l’elezione del segretario nazionale.

I danni di un ventennio folle – Una giornata come questa da l’idea dello stato in cui si trova la nostra politica. La cosiddetta “Seconda Repubblica” ha fatto danni immensi, che negli ultimi due anni stanno esplodendo in tutta la loro forza. Solitamente il cambiamento, dopo una cicatrice come tangentopoli, dovrebbe essere positivo, ma necessita sempre di caratteristiche essenziali: non deve essere confusionario, improvvisato, e deve avere la forza di imporsi davvero, rivoluzionando tutto. La storia delle ultime svolte del nostro paese non segue nessuna di queste due regole fondamentali: dal ’94 al governo Monti nessuna delle forze politiche è riuscita a sviluppare un’unione di intenti, né ad avere un vero progetto. Inoltre, tutti i cambiamenti proposti o sono stati fortemente insufficienti o si è trattato di un “cambiar tutto per non cambiare niente”. Lo si vede in certi privilegi, non solo della classe politica, ma anche del mondo imprenditoriale (ci arriveremo tra poco) e di tutta la burocrazia: un’àncora, sempre più pesante, che trascina il nostro paese sempre più a fondo.

angelino-alfano-pdl-scissione-forza-italia-berlusconiServilismi – Volendo fare un’analisi degli eventi di oggi, ne esce un’immagine inquietante: non tanto sulla risata di Vendola, di cattivo gusto ed evitabile, ma che non dimostra nulla sulle azioni, quanto sul tono. Dal presidente della Puglia, così come dal ministro Cancellieri si percepisce un servilismo strisciante, che da vita al sentore di un’influenza da parte di poteri ancora più forti di quanto si pensi, e che forse richiamano a una politica non solo complice, ma fondamentalmente succube. Il primo motivo, quello che sta dietro alla classica retorica del potere, sono i voti: quei bacini di consenso che permettono al politico di ottenere l’incarico (a maggior ragione per un Vendola, eletto direttamente come presidente della regione). A ciò si aggiunge, nel caso specifico della Cancellieri, un’amicizia, l’appartenenza a un club che da corpo e sostanza alla propria l’influenza, se non altro perché in gioco, quando si parla di grandi industrie, c’è di sicuro il denaro e il potere, ma anche la salute, i risparmi e i posti di lavoro. Si crea così una commistione inquietante tra complicità e ricatto, che si può esprimere in questo servilismo. Probabilmente scrivo cose note, anche se non è mai facile valutarle nella loro complessità. Magari i casi Cancellieri e Vendola non arrivano a queste vette, e sono venuti fuori proprio perché i due non avevano le giuste coperture. Rimane che, con la reputazione della politica italiana ai minimi storici, leggere certe cose non può che far pensare al peggio.

Potere politico forte o potere forte politico? – D’altronde l’esempio del Pdl pare evidenziare questo discorso. Che ci sia una spaccatura interna, prettamente politica, tra falchi e colombe, è un dato di fatto. Ma è piuttosto evidente che la spaccatura giri solo intorno a Berlusconi, ed al bacino di voti che si porta dietro (secondo Ipsos circa il 15%, a prescindere da tutto). D’altronde è scontato che nel centro-destra vi siano parecchi parvenu, disposti a tutto pur di partecipare alla torta di potere politico a cui ha accesso chi ha il suo nome affianco a un simbolo con su scritto “Berlusconi”. E non è neanche un caso che, tra gli scissionisti, Alfano e compagnia giurino di essere sempre vicini al Cavaliere, e di non aver tradito il suo messaggio e la sua “rivoluzione liberale”. Questa, che piaccia o meno, non si è mai vista. E dire il centro-destra ha avuto a disposizione quattro legislature, di cui una, unica nella storia, completa. A maggior ragione, cos’è dunque questo se non un “potere forte” che si fa potere politico a tutti gli effetti?

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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