Alfano: si crede Machiavelli, sembra più Pierino

31/01/2015 di Andrea Viscardi

Alfano mostra all’Italia il proprio obiettivo: sopravvivere, in assenza di qualsivoglia strategia. Poca coerenza e ancor meno capacità politica del proprio leader, costano a Ncd un’ulteriore perdita di credibilità sia innanzi agli elettori che all'interno della maggioranza.

Angelino Alfano

Angelino Alfano, per l’ennesima volta, dimostra di non essere stato in grado di apprendere, dal suo vecchio patrigno, neanche le basi della strategia politica. Anzi, sembra averlo fatto perfettamente, ma ispirandosi più al Silvio Berlusconi degli ultimi due anni che a quello del ventennio passato. Quello che annunciava che non avrebbe votato la fiducia al governo Letta, salvo poi fare dietrofront all’ultimo millisecondo tra le risate del Premier. O quello che negli ultimi tre giorni ha accettato quasi passivamente la situazione, assistendo ad un ulteriore allargarsi della frangia fittiana.

Il leader del Nuovo Centrodestra, a dirla tutta, non è mai parso un abile stratega. Nella sua carriera da Ministro dell’Interno, sono state più le gaffe e gli autogol che i momenti da incornicare. Ma in questi giorni, probabilmente, ha superato ogni aspettativa.

Perchè il tentativo di alzare la voce all’annuncio di Mattarella, di lanciare un segnale a Renzi per sottolineare quanto Ncd sia importante per il Governo, è la cosa più fuoriluogo che un leader politico esperto potesse tentare di fare, in un momento in cui non solo il Premier era riuscito a ricompattare il partito, ma a riavvicinare, in parte, anche Sel. La cosa diviene letteralmente tragicomica se il presunto dramma che avrebbe dovuto vivere il Segretario del PD, innanzi alla mossa di Angelino, si traduce nella minaccia di questi di togliere il Viminale a Ncd. Ovviamente, a quel punto, la faccia di Alfano deve essere stata tutta un programma. Lui si rimette in riga, a testa bassa, dopo aver supplicato al Premier di recitare un appello a favore di Mattarella, così da poter avere la giustificazione per annunciare il proprio appoggio. Aggiungiamo pure, tra le sue macchie, il non aver considerato come, per lui, siciliano doc, boicottare un Presidente dell’Isola avrebbe significato una perdita di consenso enorme al sud. Una commedia dell’assurdo se non stessimo parlando del numero due del Governo.

Certo, fare queste considerazioni a posteriori può sembrare fin troppo facile, ma la realtà è che, sino ad oggi, non una mossa sembra essere stata azzeccata. Giustamente, qualcuno all’interno di Ncd inizia a domandarsi quale sia, nel medio-lungo termine, la strategia di Alfano. Scanzi ci risponderebbe, con un’accezione maliziosa, che Angelino non è in grado di svilupparne una. Noi vogliamo essere più buoni, perchè contro l’Alfano persona non abbiamo nulla. Semplicemente, Berlusconi ci aveva visto lungo quando disse che il suo delfino non sarebbe mai stato in grado di reggere le redini di un partito: è un uomo di rappresentanza politica, nulla di più. Perché, anche nelle istituzioni, ha dimostrato di cavarsela piuttosto malaccio, Shalabayeva docet.

Fatto sta che il leader di Ncd è stato letteralmente sovrastato da Renzi, che esce sì come il Principe. Il Premier ha dimostrato come lo consideri, a ragione, un animale da compagnia, e di quelli neanche troppo gradevoli: se il premier non allunga la ciotola, la storia di Ncd è semplicemente finita. È inutile che Alfano tenti, e male, di abbaiare. Perché la sua sopravvivenza dipende solamente dalla poca luce riflessa che il Governo può dargli.

Una luce che, dopo il capolavoro degli ultimi tre giorni, è andata scemando più di quanto già non stesse facendo. Un terremoto politico per Ncd: ad ora sono arrivate le dimmissioni di Sacconi da capogruppo e il malumore di molti, tra cui quello della portavoce Saltamartini che, presumibilmente, nei prossimi giorni deciderà addirittura se lasciare il partito. Ciò che accadrà da qui in poi, è solo un grosso punto di domanda. Se c’è da scommettere, però, non lo si potrà certo fare in favore dell’ex delfino di Berlusconi.

Lunedì, poi, sarà il giorno del rientro. A testa bassa, Angelino riprenderà la routine di Governo, dove ricoprirà il ruolo dello studente con il cappello da asino, dietro a cui tutti, al passaggio, mormoreranno, tra una risatina e l’altra. Ma lui farà orecchie da mercante, sperando di riuscire a vivacchiare fino a fine anno e a strappare una promozione rosicchiata per Ncd. Salvo clamorosi miracoli, in futuro, tutti si ricorderanno di Alfano come colui che si credeva balena tra le balene, ma si accorse troppo tardi di non avere le pinne.

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus