Roma, capitale di sprechi e disservizi

18/01/2013 di Luca Tritto

La Giunta guidata da Gianni Alemanno è stata spesso accusata per cattiva gestione, scandali e carenza di servizi. Da quanto emerge dai dati del bilancio di Roma Capitale, redatto con abbondante ritardo, gli sprechi non sembrano risentire della crisi corrente.

Scendiamo nel dettaglio e cerchiamo di capirci qualcosa, in un groviglio di numeri e cifre da capogiro mai tradotte in servizi efficienti per la comunità. Alemanno è un politico alla vecchia maniera, ha fatto tanta gavetta, dai tempi delle lotte studentesche negli anni ‘70 fino a scalare i vertici, prima dell’MSI, quindi di Alleanza Nazionale. Tuttavia, qualche vizietto della politica all’italiana ha interessato anche lui. Il più grave scandaloa cui ha dovuto far fronte risponde al nome di “Parentopoli”, trattato anche dalle televisioni nazionali. Si tratta di una lunga serie di assunzioni nelle aziende municipalizzate del Comune per la fornitura di servizi. Assunzioni fatte senza concorso e senza la necessaria verifica dei requisiti necessari a ricoprire incarichi dirigenziali. Tutte, naturalmente, caratterizzate da una remunerazione più che buona. L’unico merito richiesto era (e magari lo è ancora) essere figlio o parente di tutta una serie di soggetti gravitanti intorno al sindaco. Facciamo qualche breve esempio: Armando Appetito, genero dell’amministratore delegato di Ama, ente per la gestione dei rifiuti, è diventato presidente di Roma Multiservizi; altra assunzione strana è quella di Ilaria Marinelli, figlia del capo-scorta di Alemanno, il quale si è dimesso appena la magistratura ha aperto un fascicolo per abuso d’ufficio. L’altro figlio di Giancarlo Marinelli è stato assunto, invece, per chiamata diretta all’Atac, l’azienda dei trasporti urbani. I casi sarebbero tanti, circa 800.

roma-altare-della-patriaL’ultimo scandalo venuto fuori riguarda le super consulenze pagate dal Comune a “professionisti” esterni. Già, non bastano le 25000 persone che lavorano per il Campidoglio. Secondo il bilancio, sono stati sborsati circa 20 milioni di euro a più di mille soggetti per non ben specificati servizi. Tralasciando i soliti esempi a dir poco scandalosi, viene fuori la domanda più spontanea: quali benefici ha ricevuto la cittadinanza?

Osservando la situazione attuale, Roma resta un città piena di problemi e contraddizioni. Un libro sarebbe forse insufficiente ad elencarle tutte. Possiamo, però, soffermarci sulle questioni principali. Ad esempio, il trasporto pubblico: la città, ben lontana ben lontana dalle altre capitali europee, possiede un servizio carente e obsoleto. Conoscendo la difficoltà per la costruzione di nuove linee metropolitane – dato l’alto numero di reperti archeologici nel sottosuolo – si potrebbe compensare a questa mancanza con un efficiente rete di collegamento “en plein air”. Invece no. Autobus vecchi, rumorosi e sporchi, passano con intervalli degni delle vecchie diligenze. Molte zone restano tagliate fuori e mal collegate con l’agglomerato urbano. Le lamentele portate dai milioni di turisti che ogni anno visitano la città più bella del mondo sono cosa nota. Visti alcuni dirigenti “selezionati” per alte qualifiche e messi a gestire l’Atac, non dovremmo meravigliarci. Potremmo parlare anche della raccolta dei rifiuti o delle varie ordinanze in tema di sicurezza decise dal Sindaco, le quali, però, non hanno tutelato Roma da furti, rapine, risse e una lunga sequela di omicidi nell’ambito della criminalità organizzata avvenuti nel 2011. Ancora, lo scandalo per la gestione della nevicata dello scorso inverno. Meglio fermarsi qui.

Sicuramente non tutte le colpe vanno addossate al Sindaco, ma la responsabilità di questi disservizi dipende dai dirigenti non sempre all’altezza, scelti con metodi più che discutibili proprio dall’amministrazione da lui guidata. Oltre alle opportunità di lavoro negate a persone più competenti – che avrebbero raggiunto con ogni probabilità risultati migliori – vi sono tutti i soldi spesi in consulenze, super stipendi, liquidazioni e progetti mai portati a termine. Queste spese finiscono per gravare solo sul cittadino.

È solo uno dei tanti esempi di cattiva gestione della cosa pubblica a livello locale. Tuttavia, una capitale europea, il luogo dove la Storia è nata, meriterebbe di più. Soprattutto quando gli scandali sono proprio sotto i palazzi della politica nazionale. Eppure, nel grande e nel piccolo, questo modo di fare politica resiste. Il cittadino paga, e poi deve anche lottare per ottenere ciò che sarebbe un diritto. Il diritto a vivere in un luogo civile, pulito ed efficiente.

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Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
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