Alberto Guglielmotti – Lo storico della Marina

02/05/2015 di Silvia Mangano

Il Guglielmotti fu un uomo di chiesa e di cultura, con una passione per la storia, in particolare quella della marina militare. Importantissimo fu il suo lavoro in tal senso, capace di dare dei punti di riferimento e di ispirazione alla neonata Marina italiana.

Alberto Guglielmotti

Nato a Civitavecchia (Roma) il 3 febbraio 1812 e battezzato come Francesco Guglielmotti, prese il nome Alberto una volta entrato nell’ordine dei Predicatori a quindici anni. Giovanissimo si trasferì nel convento domenicano di S. Sabina a Roma. Nel 1837 divenne dottore in filosofia e teologia e fu subito promosso all’insegnamento delle scienze fisiche e naturali presso il Collegium Divi Thomæ (l’odierna pontificia università San Tommaso d’Aquino). A tal proposito, è interessante ricordare una curiosità: all’epoca, il collegio non era munito di gabinetto scientifico, così il Guglielmotti si incaricò della sua realizzazione e costruì personalmente alcuni strumenti.

Nell’ambito della vita religiosa ottenne numerosi successi: ultimo in ordine di tempo, l’elezione a provinciale della provincia romana dell’Ordine nel 1860. Anche se sempre molto impegnato nell’insegnamento e nel proprio ministero, Alberto Guglielmotti continuò a coltivare l’amore per la storia che l’aveva affascinato sin da piccolo, quando ascoltava gli anziani abitanti di Civitavecchia narrare le imprese della marina pontificia contro le minacce corsare e turche.

Nel 1844 pubblicò la prima ricerca storica Le missioni cattoliche in Tonchino. L’opera venne tradotta anche in spagnolo, ma non fu ben accolta dalla critica; l’autore decise così di ritirarla dal commercio e approfondire le proprie conoscenze di critica storica.

Fu probabilmente per l’influenza del padre Lorenzo G., un ufficiale di marina, ma soprattutto per il fascino che destava in lui la storia della sua città natale (Civitavecchia era stata il porto della Marina pontificia), che i suoi studi si concentrarono sulla storia militare e della marina. I primi lavori, tra cui Storia delle fortificazioni nella spiaggia romana, risarcite ed accresciute dal 1560 al 1570 (1880), riscossero un certo apprezzamento nell’ambiente culturale romano; ma è grazie alla pubblicazione di Marc’Antonio Colonna alla battaglia di Lepanto che il Guglielmotti ottenne l’attenzione dei lettori nazionali: la scelta di glorificare le storia della Marina degli Stati italiani del Cinquecento narrando la più grande vittoria di quel secolo si era dimostrata strategica in quel periodo particolare, in cui il Regno d’Italia aveva bisogno di una tradizione cui rifarsi per la neonata Marina italiana.

Durante gli anni di scrittura, il domenicano compì numerosi viaggi all’estero per documentarsi e scoprire fonti sempre nuove con cui aggiornare le proprie opere: tra il 1863 e il 1864 fu in Dalmazia, Albania, Grecia, Turchia, Palestina, Egitto e Malta; sempre nel ’64, attraversò l’Europa continentale e raggiunse l’Austria, la Germania e il Belgio, facendo tappa anche in Gran Bretagna e in Francia.

Finalmente nel 1893 terminò la pubblicazione dell’imponente serie di dieci volumi della Storia della Marina pontificia, patrocinata dalla Santa Sede; mentre qualche anno prima, lo stesso Umberto I aveva caldeggiato la pubblicazione della seconda grande opera del Guglielmotti: il Vocabolario marino e militare (1889).

“Il volume, frutto di quarant’anni di studi e ricerche, aveva un indiscutibile valore scientifico, con alcune voci che costituivano veri e propri piccoli trattati; voci che, già prima della stampa del Vocabolario, avevano meritatamente reso noto il Guglielmotti tra i filologi e gli studiosi e che sin dal 1871 lo avevano fatto nominare socio corrispondente dell’Accademia della Crusca” (Piero Crociani).

Alberto Guglielmotti morì alcuni anni dopo, nell’ottobre 1893, lasciando alle sue opere il compito di testimoniare ai lettori il suo amore per lo studio, per la Chiesa e per l’Italia. A lui furono dedicati due sommergibili affondati nella prima e nella seconda guerra mondiale.

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Silvia Mangano

Classe 1991. Si laurea con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma. Attualmente studia Scienze Storiche – Età moderna e contemporanea alla Sapienza. Frequenta un diploma di perfezionamento in religioni comparate presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e scrive per la rivista di divulgazione storica InStoria.
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