Al via la fase 2: il ddl semplificazioni

20/06/2013 di Federico Nascimben

Approvato un provvedimento alquanto variegato che si propone anzitutto di semplificare la vita di cittadini e imprese

Dopo l’approvazione del decreto del fare la scorsa settimana, ieri il governo ha dato il via libera al ddl semplificazioni. La fase 2, quindi, ha avuto inizio, ora si attende la fase 3 con l’approvazione del provvedimento sul lavoro del Ministro Giovannini (prevista per domani).

La struttura del disegno di legge – Il ddl semplificazioni si compone di due parti: la prima, si compone a sua volta di cinque deleghe al governo per il riassetto normativo e la codificazione, per la prevenzione della corruzione, per i beni culturali ed il paesaggio, per l’istruzione, l’università e la ricerca, per la codificazione in materia ambientale; la seconda, “con misure di semplificazione su oneri amministrativi ulteriori [per cittadini, imprese e fisco, ndr] che verranno evidenziati con le procedure di misurazione che saranno effettuate dal dipartimento della Pa. Viene introdotta anche una agenda per le semplificazioni, non solo per lo Stato ma anche per le Regioni e per il sistema delle autonomie: ogni anno il Consiglio dei ministri approverà una agenda concordata con le Regioni e gli enti locali“, così ha dichiarato il Ministro D’Alia. Nel complesso il provvedimento si compone di 38 articoli che dovrebbero produrre risparmi sulla spesa pubblica che il governo stima in ben 30 miliardi di euro. Inoltre, nell’ultimo articolo viene evidenziato come “dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni provvedono agli adempimenti previsti nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente“.

Semplificazioni per i cittadini Gli interventi su questo fronte si concentrano soprattutto sui certificati rilasciati dalla PA, sul cambio di residenza o domicilio e sul Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Infatti, se i cittadini lo richiederanno, sarà possibile il rilascio di titoli di studio ed esami sostenuti all’università direttamente in lingua inglese. Vengono poi riuniti gli adempimenti relativi al cambio di residenza (o domicilio) e al pagamento della TARES. Le richieste di aggiornamento del PRA saranno inoltrate esclusivamente in formato elettronico. Sempre, ed esclusivamente in tale formato, verranno poi rilasciate le dichiarazioni di gravidanza, parto e interruzione di gravidanza.

Semplificazione per le imprese – La misura più importante riguarda l’istituzione del c.d. tutor d’impresa, “al fine di migliorare i servizi amministrativi riguardanti le imprese e assicurare l’efficienza dell’attività amministrativa, presso gli sportelli unici per le attività produttive, è individuato un tutor d’impresa per i procedimenti che, secondo la normativa vigente, sono conclusi con provvedimento espresso. Il tutor assiste le imprese dall’avvio alla conclusione del procedimento, curando le informazioni concernenti la normativa applicabile e gli adempimenti richiesti per l’esercizio di attività produttive“, così si legge nel ddl. Inoltre: le società tra professionisti saranno assoggettate allo stesso regime fiscale previsto per gli studi associati; salta il tetto del 20% della c.d. riserva, cioè “le richieste di maggiore compenso da parte dell’appaltatore nel corso dell’esecuzione dei lavori, dovute a causa di forza maggiore o a risarcimenti per condotta illegittima della Pa o ancora per l’esecuzione di lavori in quantità superiore al previsto“; se il lavoratore rimane in azienda per non più di 50 giorni sono previste una serie di semplificazioni in materia di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria. Infine, il sistema di indennizzo visto con il decreto del fare viene introdotto in via sperimentale per le sole imprese.

Semplificazioni in materia fiscale – Vengono eliminati gli obblighi dichiarativi per quanto riguarda l’imposta di successione “se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a settantacinquemila euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, salvo che per effetto di sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare“.

Conclusioni – Data l’estrema eterogeneità delle misure adottate con il presente provvedimento, nell’articolo è stato possibile analizzare solo alcuni dei molteplici settori su cui si interviene. Nel complesso, stando alle dichiarazioni del Ministro D’Alia, il fine dovrebbe essere quello di “incidere anche con una cultura dell’amministrazione che deve cambiare, perché non è che la produzione della carta aiuti i cittadini e le imprese. La produzione della carta aiuta il burocrate a sentirsi a posto con la propria coscienza. È giusto verificare l’attuazione e l’utilità delle disposizioni che entrano in vigore, ma ci sono due osservazioni da fare: noi abbiamo troppi livelli territoriali e i poteri vanno rivisti per via costituzionale. E poi bisogna incidere anche sul livello della responsabilizzazione dei funzionari“. Speriamo non sia l’ennesimo insieme di buoni propositi, visto che oggi è più che mai necessario contrastare l’elefantiaca amministrazione italiana.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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