Agroalimentare italiano: meno burocrazia e più attenzione al turismo

18/05/2015 di Lucio Todisco

L’apertura dell’Expo di Milano ha rimesso al centro dell’attenzione il settore agroalimentare, che gioca un ruolo da protagonista nel rilancio del nostro sistema produttivo: tra sfruttamento delle produzioni diversificate, attenzione al turismo e politiche sul marchio, c'è un mercato potenziale enorme ancora a disposizione delle industrie italiane

Una infodata de Il Sole 24 ore ci rivela quanto il sistema industriale alimentare sia importante per l’Italia: nell’industria alimentare, un’impresa su dodici italiana è legata alla produzione di paste alimentari e un’impresa su due alla produzione di pane e prodotti freschi di pasticceria. Parliamo di cifre importanti: 61mila imprese, 406mila addetti e 104 miliardi di fatturato, questo è quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano per il settore alimentare su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2013 e 2014 e su dati Aida.

Esportazioni e valorizzazione – Tale comparto industriale è riuscito, anche in una congiuntura economica negativa, a reggere alla competizione internazionale, mostrando una crescita positiva in termini di esportazioni (nel 2012, ad esempio, la crescita è stata del +8%). Inoltre il nostro Paese, tra quelli europei, ha il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea: 269 prodotti DOP, IGP,STG e 523 vini DOCG, DOC, IGT.

Tuttavia sia fra gli operatori del settore che tra l’opinione pubblica vi è la percezione che ci troviamo di fronte ad un enorme patrimonio non adeguatamente valorizzato. Soprattutto, viene trascurata la grande occasione che può nascere dal coniugare il nostro variegato patrimonio enogastronomico al settore turistico – culturale. Per il periodo dell’esposizione universale si è cercato di proporre “Expo dei territori” che, con un investimento di oltre 21 milioni di euro è nato con lo scopo di promuovere i diversi territori italiani, affinché possano divenire destinatari di flussi turistici provenienti dall’Expo, partendo dall’agroalimentare. Il progetto è stato coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e vede coinvolte 19 Regioni e la Provincia Autonoma di Trento e 5 Ministeri.

Il tema dello sviluppo dell’agroalimentare e del recupero del paesaggio necessita di una adeguata attenzione da parte sia del governo centrale che delle amministrazioni locali. L’Italia ha una varietà climatica e geografica che si può tradurre in una ricchezza unica al mondo, che permette al nostro paese di avere delle produzioni altamente diversificate. Con il progetto dell’Expo dei territori, inoltre, il nostro Paese ha toccato un tema centrale per i prossimi anni: quello di lanciare una comunicazione mirata verso i paesi da cui importare turisti, prima ancora che esportare prodotti alimentari. Il target non può essere soltanto quello dei paesi emergenti, ma anche i mercati sviluppati come, ad esempio, gli Stati Uniti dove, a parte il presidio dei grandi centri urbani, i prodotti agroalimentari italiani sono ancora ben lungi dall’aver conquistato la domanda potenziale.

Protezione del marchio e meno burocrazia – Una chiave di lettura del rapporto tra territorio e produzioni di qualità passa per la protezione del marchio, che deve realizzarsi attraverso politiche a livello nazionale ed internazionale, sia sul piano della lotta alla contraffazione, sia contrastando il costante aumento di prodotti che si richiamano lontanamente al “Made in Italy” senza però esserlo. Tali politiche possono realizzarsi con il maggiore coinvolgimento delle istituzioni nel rapporto con gli operatori della filiera agroalimentare, che hanno il compito di farsi motore del cambiamento attivando nuove formule distributive per supportare le esportazioni, cercando di superare quei limiti dimensionali che non consentono alle imprese italiane di competere efficacemente sui mercati globali.

D’altro canto, lo Stato può favorire la crescita del settore agroalimentare garantendo quadri regolamentari e fiscali più stabili nel tempo, che riducano i costi burocratici per le imprese.

Ci troviamo di fronte ad una grande attenzione per uno stile di vita alimentare, quello italiano, che continua ad esercitare sulla platea internazionale una grande attrattività, dovuta principalmente ad un patrimonio agroalimentare ricco ma al tempo stesso fragile se non adeguatamente supportato. La tutela e valorizzazione dell’agroalimentare passa, inoltre, anche per una migliore educazione alimentare dei consumatori. Lo scopo delle prossime politiche nel settore dovrà procedere nell’unire tutti questi obiettivi, affinché si possa affrontare con fiducia le sfide del mercato internazionale.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus