After Earth, manifesto di Scientology?

25/06/2013 di Jacopo Mercuro

L'opera di Will Smith è un flop e viene accusata di essere un film di propaganda

After Earth e Scientology

Il nuovo film di Will Smith e figlio, After Earth, fatica a decollare nei box office americani. Più curioso, invece, il pubblico italiano, che ha fatto registrare una buona affluenza nella sua prima settimana di uscita. Molto probabilmente, agli statunitensi non è piaciuto quel velato – a mio avviso nemmeno troppo – legame con la discussa, quanto bizzarra, religione di Scientology, di cui molte star Hollywoodiane fanno parte da anni.

Una trama abbastanza scontata, con interpretazioni che non hanno di certo lasciato il segno ed emozionato gli spettatori. Accade tutto mille anni dopo il collasso della terra, resa invivibile. Gli esseri umani, per sopravvivere, hanno colonizzato il pianeta Nova Prime. La storia gira intorno a Cypher Raige (Will Smith) e al figlio Kitai Raige (Jaden Smith). Precipitati sulla terra dopo l’avaria dell’astronave su cui viaggiavano, spetterà al giovane Kitai intraprendere un viaggio pericoloso alla ricerca del segnalatore d’emergenza, unica salvezza per il duo.

Dopo i titoli di coda, mi sono chiesto perché spendere più di 130 milioni di dollari per un film così scadente. Il sospetto che sia realmente un film di propaganda – dopo la visione – è divenuto così sempre più forte. Il primo a sollevare la questione e scatenare il dibattito è stato Marc Headley, ex membro della chiesa di Scientology, sostenendo After Earth abbia un legame evidente con la dottrina da lui intrapresa negli anni passati. Basta una piccola infarinatura sulla storia della setta per avere la sensazione che l’intera pellicola sia un’esaltazione e una propaganda religiosa. Parallelismi accidentali? Forse, ma troppo ricorrenti e troppo evidenti. Ad attirare subito l’attenzione è la frase che Cypher Raige (Will Smith) dice al figlio Kitai Raige (Jaden Smith): “il pericolo è reale, ma la paura è una scelta”. Sembrerebbe proprio una frase pronunciate da R. Hubbard (padre fondatore di Scientology), che ha sempre esortato i suoi seguaci nel frenare la mente arginando paure ed emozioni. Più il film scorre, se così possiamo dire, e più affiorano riferimenti. Per i 100 minuti di proiezione c’è una continua ricerca, da parte dei protagonisti, dell’attimo presente. Questo è un altro dogma fondamentale per gli scientologisti, l’abbandono del passato e la concentrazione sul tempo presente, così da poter agire sempre come un essere superiore, mantenendo il controllo di se stessi e dell’ambiente circostante.

Non sono solo gli atteggiamenti degli attori e i loro dialoghi a destare sospetti. Verso la fine, nella scena topica del film, Kitai deve cercare di raggiungere il vulcano per chiamare gli aiuti così da salvare la sua vita e quella del padre. Il vulcano è una costante nella religione di Ron Hubbard, è presente su molte copertine dei suoi libri e in tantissimi spot tv di propaganda. É il luogo in cui il signore galattico Xenu, a loro dire, imprigionò milioni di anime (parliamo della storia di Scientology, non del film o di qualche b-movie di fantascienza). Infine il comportamento del personaggio interpretato da Will Smith si incastra perfettamente con la dottrina in questione. Durante tutto il film appare privo di emozioni, quasi glaciale di fronte a qualsiasi cosa accade intorno a se. Questo è il raggiungimento massimo dell’essere a cui tutti i fedeli cercano di arrivare attraverso faticosi allenamenti e terapie.

L’ex principe di Bel Air ha smentito più volte il suo legame con Scientology, ma non ne ha mai nascosto l’ interesse e la curiosità, ammettendo di esserne un attento studioso. Fatto sta che la storia di After Earth è tutta una sua idea e guardando il suo passato cinematografico sono troppe le analogie alla dottrina di Ron Hubbard. Basterebbe prendere in esame “Hancock” e “Io sono leggenda”, in cui spicca l’enorme esaltazione del Body Thetan, entità suprema e caposaldo per i scientologisti. Atteggiamenti troppo devoti? Probabile, ma dopo le accuse che si sono scatenate negli states, Will Smith, ha tenuto a precisare: “sono cresciuto in una casa di battisti, ho frequentato una scuola cattolica, ma credo che il 98% delle idee della Bibbia siano le stesse che ci sono in Scientology, nell’Induismo e nel Buddismo”.

Per quanto il film possa sembrare davvero scritto dallo spettro di Ron Hubbard, tra coincidenze, bugie, smentite, similitudini e contrasti, non saremo mai a conoscenza della verità. Artisticamente parlando ci troviamo di fronte ad una banale avventura di fantascienza, in cui il tanto quotato Will Smith appare svogliato e non all’altezza delle aspettative. Ha saputo fare peggio solo il figlio Jaden, che ha ricevuto in regalo dal padre questo blockbuster estivo. L’unica cosa a rendere “After Earth” un film minimamente interessante è quest’aria di mistero che lo avvolge ma, in fondo, nemmeno troppo.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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