Lotta all’HIV in Africa, la vittoria non è più utopia

28/06/2013 di Andrea Viscardi

L'UNAIDS pubblica il report sulla situazione della lotta all'HIV negli stati aderenti al Global Plan

Hiv Africa, UNAIDS

Pochi giorni fa, l’UNAIDS – Joint United Nations Programme on HIV and AIDS – ha pubblicato il 2013 progress report on the global plan“. Il dossier monitora i risultati raggiunti nel combattere la diffusione dell’HIV tra i bambini e le loro madri, nell’ambito del “Global Plan towards the elimination of new HIV infections among children by 2015”, inaugurato nel Luglio 2011 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Bambini e HIV – II risultati raggiunti lasciano ben sperare, ma la situazione rimane drammatica. Nell’arco di quattro anni, il numero di infezioni da HIV tra i neonati è stato ridotto del 50% in molti Paesi africani, come ad esempio il Ghana, il Malawi, il Sud Africa e l’Etiopia. Considerando tutte le 21 nazioni aderenti al programma, invece, la riduzione è del 38%, un risultato inferiore rispetto agli obiettivi prefissati per il 2012, ma comunque positivo.

Capace di dare un’idea dei grandi passi in avanti fatti è il numero di ragazzi infettati dall’HIV nel 2012, circa 210 mila: un calo di 130 mila infezioni rispetto al drammatico dato del 2009. Sicuramente la strada è quella giusta, nonostante permanga un ostacolo di grandi dimensioni, rappresentato dalla distribuzione degli antiretrovirali tra i bambini malati: solo 3 bambini su 10 ricevono cure contro l’HIV, anche a causa della difficoltà nell’individuare gli infetti. Un dato preoccupante, considerando soprattutto come solo in Namibia, Sud Africa, Zambia e Swaziland, la percentuale di diagnosi sui bambini nati da madri malate superi il 50%, mentre in paesi come il Ciad, l’Angola o la Nigeria sia addirittura inferiore al 10%.

Hiv in Afriica
Declino della diffusione della malattia tra i bambini rispetto al 2009. Fonte: “2013 progress report on the global plan” – UNAIDS.

Donne e HIV – Tale diminuzione sarà ulteriormente implementata anche grazie alle nuove linee guida che il WTO sta rilasciando in materia di HIV e di farmaci antiretr0virali, fondamentali per ridurre la trasmissione della malattia dalle madri ai figli. Già nel 2012, infatti, i farmaci antiretrovirali – fondamentali per impedire la trasmissione della malattia dalla madre ai figli durante l’allattamento, ma anche per la salute delle madri stesse – sono stati resi accessibili a quasi 400.000 madri in più rispetto al 2009.

Africa e HIV, UNAIDS 2013 Global Plan report
Fonte: “2013 progress report on the global plan – UNAIDS.

Ghana e Nigeria, le due facce della medaglia – Tra i Paesi virtuosi spicca il Ghana, capace in un lasso di tempo brevissimo di diminuire del 76% il numero di nuove infezioni da HIV tra i bambini, fornendo farmaci e trattamenti al 90% delle donne malate durante la fase di gestazione, percentuale che si conferma anche per i trattamenti tra i neonati e le loro madri durante la fase di allattamento. Resta critica, invece, la situazione per i bambini più grandi: 7 su 10 non ricevono i trattamenti necessari. Sconsolante, invece, la situazione nigeriana, dove i dati descrivono un Paese incapace di contrastare il fenomeno e la sua diffusione. Nonostante sia stato registrato un calo dell’8% rispetto al 2009, circa l’80% delle madri e dei bambini infetti non ricevono alcun tipo di trattamento.

Il traguardo difficilmente verrà tagliato entro il 2015, ma anche dovesse ritardare di qualche anno, i risultati del Global Plan non possono certo essere definiti come un fallimento, viste le difficoltà oggettive e soggettivi in cui si trovano molti dei Paesi considerati, anche e soprattutto a livello politico-istituzionale, laddove la stabilità è l’unico elemento capace di permettere un controllo e un intervento diffuso e continuo su tutto il territorio. La guerra è ancora lunga, ma, negli ultimi anni, qualche battaglia è stata vinta.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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