Addio ad Agnese Borsellino

05/05/2013 di Monica Merola

Il grande Cesare Pavese un giorno scrisse che “immortale e’ chi accetta l’istante, chi non conosce più un domani”. Immortali però sono anche coloro che dedicano la propria vita ad un’idea, addirittura essendo disposti a sacrificare la propria mortalità per essa. Come i grandi eroi del passato, che sul campo di battaglia erano pronti a sacrificare ogni cosa, allo stesso modo il giudice Paolo Borsellino nel 1992 ha lasciato questa terra, consegnando ad essa l’eredità del suo lavoro e del suo pensiero, e portando con se moltissimi segreti anche ancora oggi gravano come pesanti responsabilità sulle spalle dello stato.

Agnese Borsellino
Agnese Borsellino (foto:Ansa)

Oggi, dopo una lunga malattia, si è spenta a Palermo Agnese Piraino Leto, vedova del magistrato Borsellino. Una donna che ha vissuto in modo estremamente riservato la propria vita, ma che allo stesso tempo non ha mai fatto mancate la propria presenza alla società nella dura lotta alla criminalità organizzata. E di Paolo Borsellino la signora Agnese e’ stata non solo una compagna di vita, ma un vero e proprio supporto durante i lunghi anni di lavoro del magistrato.

Nonostante tutte le difficoltà vissute in questi anni la signora Borsellino non ha mai perso la speranza di ottenere verità e giustizia circa l’omicidio del marito. Insieme ai tre figli Lucia, Manfredi e Fiammetta, Agnese Borsellino ha continuato a lottare affinché la verità sulla sua scomparsa emergesse. L’impegno per la lotta alla criminalità organizzata per la famiglia Borsellino e’ quotidiano, e nel corso degli anni invece di diminuire si e’ solo intensificato.

Proprio come Agnese Borsellino sono molte le donne che nel corso degli anni sono rimaste coinvolte direttamente o indirettamente nella lotta alla criminalità organizzata, da Francesca Morvillo, moglie del magistrati Giovanni Falcone e vittima insieme a lui dell’attentato che li uccise, a Rosaria Costa, vedova dell’Agente Vito Schifani. O bambine innocenti che non hanno avuto il tempo ed il modo di diventare donne, come Rita Atria, morta suicida dopo essere stata lasciata completamente sola a combattere contro la sua stessa famiglia. Donne molto forti ma anche molto sole, che sono costrette ad affrontare un carico di responsabilità a volte più grandi di loro. Ma non per questo mollano la presa, proprio come Agnese Borsellino.
Una donna di poche parole ma di grande spessore e determinazione che si è’ battuta per questa causa tutta la vita, e che ha raccolto con discrezione e garbo un testimone importante, oggi piu’ che mai. La verità sulla trattativa stato-mafia non è venuta a galla – o almeno non ancora – e forse in un paese ammalato come il nostro non emergerà mai, ma persone come Agnese Borsellino sono la prova concreta che resistere ai soprusi si può e si deve, oggi come nel 1992.
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Monica Merola

Dopo aver conseguito la maturità classica ottiene la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso "La Sapienza", con una tesi su Anna Politkovskaja. Giornalista pubblicista da marzo 2012 , non scrive per vivere ma vive per scrivere.
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