Gli accordi franco-monegaschi

07/05/2014 di Lorenzo

Clemencau

Gli accordi tra la Terza Repubblica francese e il principato di Monaco dei Grimaldi rappresentano ciò che nel diritto internazionale è definito come ingerenza di uno stato terzo – in questo caso confinante – nella politica estera di un altro stato. Gli stati che dipendono in misura più o meno larga da terzi per la condotta delle loro relazioni internazionali sono detti stati esigui, esempi sono i principati di Andorra, Liechtenstein, Monaco e la Repubblica di San Marino. Di particolare ingerenza fu il trattato stipulato verso la fine della Grande Guerra tra la Francia di Clemenceau e il Principato monegasco di Alberto I.

La Francia, turbata ed intimorita dalle due guerre che, a distanza di quasi quarant’anni, l’avevano vista fronteggiare i tedeschi, temeva l’insediamento di un principe tedesco a Montecarlo. Paura non del tutto ingiustificata, poiché il possibile erede al trono del principe ereditario Luigi, in caso che questi non avesse avuto prole, era il cugino di primo grado di suo padre Alberto, il duca Guglielmo di Urach, discendente della famiglia reale del Regno del Württemberg. Il duca di Urach, anche se cresciuto nel principato monegasco dalla madre Florestina, rimase cittadino del Württemberg e quindi dell’Impero Germanico, entrando anche a far parte dell’esercito tedesco e prendendo parte attiva, in qualità di generale, alla Prima Guerra Mondiale.

Alberto I di MonacoLa Francia, in caso di passaggio dinastico, avrebbe mal digerito che un principe dell’Impero Germanico si insediasse in un territorio su cui essa esercitava la sua egemonia da quasi un secolo, un territorio vicinissimo ai porti di Tolone e Marsiglia. Ipotesi mal digerita se, a quanto scritto, si somma la pesante umiliazione subita da Parigi a Sedan nel settembre del 1870. Le tensioni crebbero a partire dall’inizio degli anni dieci del secolo XX, quando i quadri dell’esercito transalpino sostennero l’ipotesi che in un futuro non troppo lontano Monaco sarebbe potuta divenire una base di sommergibili tedeschi proprio sotto il naso della Francia.

A guerra inoltrata, si arrivò dunque, dietro la prorompente volontà francese, alla sottoscrizione cautelare di un trattato. Questo venne firmato a Parigi il 17 luglio del 1918 e nel quale il principe Alberto I di Monaco si impegnava a “esercitare i suoi diritti di sovranità in conformità agli interessi politici, militari, navali ed economici della Repubblica di Francia”. Inoltre, in caso di impellenza, Parigi aveva il diritto di far penetrare e soggiornare le sue truppe nel principato, anche senza un preventivo accordo con il sovrano monegasco, per il mantenimento della sicurezza dei due stati. Veniva, poi, imposta una clausola pesante, e quasi umiliante: in caso di estinzione della famiglia Grimaldi, Monaco sarebbe divenuto un protettorato francese. Alcune delle clausole, come quella militare, vennero ulteriormente accentuate con la Convenzione franco-monegasca del 1930, quando la Francia si arrogò il diritto di indicare al governo monegasco alcuni candidati per il ruolo di ministro e per quello di consiglieri del governo.

Agli inizi del XXI secolo, il principe Ranieri III chiese a gran voce che alcune delle clausole del trattato del 1918 venissero riviste. E difatti, dopo alcune trattative, si arrivò alla firma di un nuovo trattato internazionale il 24 ottobre del 2002, più conforme al diritto contemporaneo e alla Carta delle Nazioni Unite. Veniva, però, ribadito l’obbligo per Monaco di conformarsi agli interessi fondamentali francesi nei settori di politica, sicurezza ed economia e consentiva alla Francia di garantire militarmente la sua integrità territoriale. Ranieri III riuscì, però, nel suo intento di far decadere la vecchia clausola sulla forma di regime monegasco, sostituendola con l’inalienabilità del territorio del Principato e scongiurando un possibile protettorato francese in caso di estinzione della famiglia regnante.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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