Gli Accordi di Pasqua e quel rapprochement fallito

16/04/2014 di Lorenzo

Gli Accordi di Pasqua - Italia, Regno Unito

La stipulazione degli Accordi di Pasqua, chiamati così perché siglati il sabato della Settimana Santa del 1937 (ma ratificati solo un anno dopo), hanno rappresentato un ultimo tentativo di rapprochement tra il Regno Unito e l’Italia fascista – poco prima della messa in atto del piano hitleriano di annessione dei territori abitati dai tedeschi fuori dai confini del Reich – ed ebbero come obiettivo primario la libera circolazione nell’acque del mediterraneo e dei suoi stretti, nonchè il mantenimento dello status quo nel Mar Mediterraneo.

Avviati i primi contatti già alla fine del 1936 – con l’idea di un Gentlemen’s Agreement tra i due paesi – l’accordo si sviluppava in piena guerra civile spagnola, con le due potenze stipulanti poste indirettamente una contro l’altra sul campo di battaglia. La tensione tra Roma e Londra aveva raggiunto il suo culmine nel luglio 1936, quando erano state abolite le sanzioni economiche contro l’Italia dalla Società delle Nazioni e Mussolini aveva dato manforte al Generalissimo Francisco Franco, spedendo lì i famosi “legionari” volontari. Alla fine dello stesso anno, però, tale astio, per via dei buoni uffici del Prime minister Chamberlain, si temperò con la stipulazione di un accordo commerciale fra i due paesi. I britannici durante le trattative riscontrarono un serio cambiamento nell’atteggiamento dell’Italia, che prima aveva pesantemente attaccato il comportamento tenuto dalla Gran Bretagna nei suoi confronti in Etiopia.

Così, il due di gennaio del 1937, grazie anche allo scambio di missive tra il Ministro degli Esteri italiano, il conte Galeazzo Ciano, e l’ambasciatore britannico a Roma, lord Perth si arrivò alla sottoscrizione di un accordo che precisava il rispettivo interesse che i due paesi marittimi avevano nel Mediterraneo, sancendo il libero accesso alle sue acque e il mantenimento dello status quo. Esisteva infatti un crescente timore britannico – ma anche francese –  riferito a possibili installazioni italiane nelle Isole Baleari e nel Marocco spagnolo. Oltre alla conservazione dell’equilibrio nel Mediterraneo, veniva predisposto uno scambio di informazioni sui movimenti amministrativi e militari nei territori rispettivamente controllati dalle due potenze nel Mare Nostrum, nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden e veniva ribadita la pacifica coesistenza in Africa Orientale.

Nell’Agreement italo-britannico vi erano poi degli allegati, con chiaro riferimento alla guerra che intanto stava devastando la Spagna. In questi, l’Italia garantiva a Londra che avrebbe provveduto alle procedure di disimpegno dei volontari italiani partiti per combattere al fianco dei falangisti. La Gran Bretagna, dal canto suo, si impegnava a favorire, in seno alla Società della Nazioni, il riconoscimento della conquista italiana dell’Etiopia e la sua approvazione da parte dell’intera comunità internazionale.

La difficoltà ed il fallimento degli Accordi di Pasqua è insita nella lotta tra sostenitori dell’Appeasement, come il primo ministro Chamberlain e chi sosteneva una linea intransigente verso i trasgressori del diritto internazionale, come l’Italia, capeggiati dal capo del Foreign Office, Anthony Eden. Inoltre, gli allegati posti in seno agli accordi complicarono ulteriormente il tentativo di riavvicinamento completo delle due potenze che li ratificarono, entrando in vigore, solo nel novembre 1938. Ma l’intervallo di tempo intercorso deteriorò il loro valore. La situazione internazionale di quegli anni, soprattuto europea,  fu caratterizzata da eventi tanto veloci quanto drammatici: erano infatti avvenute le annessione del territorio dei Sudeti e dell’Austria al Reich tedesco. Nel frattempo, nel novembre 1937, l’Italia di Mussolini, pressata dal ministro degli esteri tedesco von Neurath, firmò l’adesione al patto Anti-Comintern di cui già facevano parte la Germania nazista e l’Impero Giapponese, rafforzando ancora di più l’asse Roma-Berlino e predicendo la futura triplice alleanza militare con Hitler e i tennoisti. Dopo tali avvenimenti, l’entrata in vigore degli accordi anglo-italiani passò quasi inosservata.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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