Abu Bakr al-Baghdadi, quali prospettive?

10/01/2015 di Matteo Anastasi

A novembre, è circolata la notizia di un suo ferimento. Per qualcuno, addirittura, il leader dell'Isis sarebbe rimasto ucciso. L'intelligence non conferma, l'Isis smentisce con una registrazione audio. Il califfo si mantiene invisibile, come ha sempre fatto. La storia del nuovo Osama Bin Laden

Abu Bakr al-Baghdadi

Il “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi è stato uno dei personaggi più influenti del 2014 appena trascorso. Ponendosi come guida carismatica dell’Islamic State, si è guadagnato un posto di primo piano nelle cronache internazionali. Ma chi si cela dietro il suo volto? Quali saranno le prossime mosse sue e dell’IS? Facciamo un passo indietro. All’anagrafe Ibrahim Awwad Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai, incerta è la data di nascita, da collocare comunque nei primi anni Settanta. Il luogo dell’infanzia è Samarra, pochi chilometri da Baghdad e sede di uno dei centri più sacri dell’Islam sciita: la moschea di al-Askari.

La carriera jihadista del futuro califfo conosce un turning point fondamentale nel 2003, quando gli Usa invadono l’Iraq provocando il crollo del regime di Saddam. Si unisce allora all’insurrezione sunnita in corso contro la coalizione occidentale e viene fatto prigioniero,  dagli americani, dal 2003 al 2009. Dopo la liberazione, le cui motivazioni, tutt’oggi, non sono ancora chiare, raggiunge un ruolo di spicco nello Stato Islamico dell’Iraq, erede di al-Qaeda nella regione. Nel 2010 assume la guida del gruppo, divenendone amir (guida militare) dopo la scomparsa dei due leader storici: Abu Ayyub al-Masri e Abu Umar al-Baghdadi. Sotto al-Baghdadi, l’IS varca i confini iracheni. Durante la guerra civile siriana, conduce l’associazione con Jabhat al-Nusra (Jan), primo passo verso l’occupazione dei territori a est e nord del Paese, concretizzatasi la scorsa primavera.

I successi militari in Iraq e Siria hanno legittimato la leadership di Baghdadi, proiettando il suo ruolo nei diversi contesti di crisi della regione e potenzialmente a livello mondiale. Contro tale prospettiva si pongono le altre personalità forti della galassia jihadista: da Ayman al-Zawahiri, attuale leader di al-Qaeda, ad Abu Basir al-Tartusi, passando per Abu Muhammad al-Maqdisi. Ad ogni modo, verosimilmente, l’attuale instabilità della regione mediorientale e la scarsa efficacia delle operazioni a guida statunitense, nel prossimo futuro non faranno che rafforzare la proposta politica di Baghdadi, confermandone il ruolo di riferimento per il jihadismo mediorientale. Le recenti affiliazioni del gruppo algerino Jund al-Khalifa, di brigate operanti in Libia e dell’egiziana Ansar Bayt al-Maqdis, sottolineano chiaramente la capacità d’influenza del “califfo” e del suo gruppo.

A novembre, è circolata insistentemente la notizia di un suo ferimento. Per qualcuno, addirittura, il leader dell’Isis sarebbe rimasto ucciso. Le fonti di intelligence non confermano, l’Isis smentisce. Molto probabilmente, al-Baghdadi si mantiene invisibile, come ha sempre fatto. Intanto, l’imam Abu Saad al-Ansari, non perde tempo e rivendica a nome suo e dell’Isis gli attentati di Parigi: “L’operazione in Francia, per la qule ci assumiamo la responsabilità, è il nostro inizio. Domani saranno la Gran Bretagnal’America e altri. […] Questo è un messaggio ai Paesi della coalizione che ha ucciso militanti dello Stato islamico”. In realtà gli attentatori si sono “identificati” come mujaheddin di al Qaeda nella Penisola arabica (Aqapi), a dimostrazione della guerra intestina tra i vari gruppi. Ma l’Occidente è avvertito, il 2014 ha con ogni probabilità affermato la nascita di un nuovo Osama Bin Laden.

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Matteo Anastasi

Matteo Anastasi (Roma, 1989) si è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma e, sempre con lode, in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli. Per Europinione si occupa di storia ed esteri. Collabora inoltre con Cronache Internazionali e Mediterranean Affairs ed è co-fondatore del think thank di politica internazionale Il Termometro – Blog di opinioni e discussioni
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