IMU e Service Tax: la politica condanna i cittadini ad una perenne incertezza

29/08/2013 di Iris De Stefano

Il Cdm di ieri, in realtà, si è preso soprattutto un impegno politico, con coperture da verificare, per l'abolizione della seconda e terza rata dell'IMU e l'introduzione della Service Tax

L’argomento del giorno è sicuramente l’IMU: se ne parla ovunque, nel mondo reale come in quello virtuale ma spesso, come capita non di rado nelle discussioni politiche del nostro paese, senza una conoscenza profonda di quel che si sta dicendo.

Cos’era l’IMU – L’IMU o Imposta municipale unica è una tassa introdotta dal governo Berlusconi durante il suo governo nel 2011, imponibile sia sui proprietari di case, fabbricati, aree edificabili e terreni ma anche su chi effettivamente ne usufruiva. Secondo il governo Berlusconi non si sarebbe dovuta  applicare ai proprietari di prime case e sarebbe entrata in vigore solo l’anno prossimo, nel 2014. Mario Monti invece, chiamato ad evitare il default del nostro Stato, anticipò l’introduzione della tassa, allargandola anche ai primi proprietari. Con le dimissioni del presidente della Bocconi, il periodo elettorale convulso che portò alle elezioni del febbraio 2013 fu quasi tutto giocato sull’abolizione o meno di questa tassa, abolizione fortemente richiesta dallo stesso Silvio Berlusconi, la cui firma era anche alla fine di una lettera ricevuta da ben 9 milioni di elettori e che prometteva la restituzione delle tasse già pagate. Ci furono code di anziani alle Poste con il miraggio di ricevere del denaro già depositato e minacce di denuncia per compravendita di elettori ma poi il teatrino si spense e il fatto che era stato proprio Berlusconi ad introdurre l’odiata tassa finì nel dimenticatoio, così come la notizia che nelle civilissime Spagna, Francia e Germania si paga una tassa molto simile all’IMU e che, come spiegava il Sole24Ore “il prelievo fiscale complessivo sull’abitazione a reddito in Italia resta tra i più bassi d’Europa”.

In realtà, il prelievo fiscale complessivo sull'abitazione a reddito in Italia era già tra i più bassi d'Europa.
In realtà, il prelievo fiscale complessivo sull’abitazione a reddito in Italia era già tra i più bassi d’Europa.

Il governo Letta – Ieri pomeriggio alle 19, Angelino Alfano ha annunciato l’annullamento della tassa, scrivendo su Twitter “Cdm (Consiglio dei ministri n.d.r.): missione compiuta! Imu prima casa e agricoltura 2013 cancellata. Parola IMU scomparira’ dal vocabolario del futuro”. Si sancisce così la vittoria di una battaglia politica tutta di centro-destra e che dura da ormai qualche mese per cui gli esponenti del partito guidato da Silvio Berlusconi esprimono enorme gioia. Il Partito Democratico, secondo un comunicato diffuso poco dopo la conferenza stampa tenuta dal Presidente del Consiglio Letta che ha illustrato le misure del decreto legge si definisce soddisfatto perché esse “costituiscono una soluzione equilibrata dal punto di vista sociale e delle emergenze. Il governo ha tenuto conto delle situazioni più difficili. Anche la scelta sull’Imu è corretta, soprattutto in vista della riforma e della trasformazione nel senso di un’imposta federale a partire dal prossimo anno”. Il Movimento 5 Stelle ritiene invece che quella dell’abolizione dell’IMU sia una “fregatura” per il timore dell’aumento di altre tasse.

La Service Tax – In realtà oggi, anche grazie ad una migliore rilettura del decreto legge, molto si sta parlando della Service Tax. Il decreto legge infatti prima di tutto non abolisce l’IMU per tutto il 2013 come non si fa altro che ripetere, ma sospende solo il pagamento della rata di settembre e sottolinea un “impegno politico” ad evitare anche quella di dicembre, impegno politico che per ora, e considerando l’attuale situazione italiana, poco significa. Per trovare i 2,4 miliardi necessari al tamponamento del mancato gettito dell’IMU, secondo il decreto, ci si muoverà su vari fronti: verranno sbloccati 10 miliardi di pagamenti alle imprese che quindi a loro volta pagheranno le tasse e l’IVA che dovrebbe aumentare, verrà proposta una sanatoria da circa 600 milioni di euro per un contenzioso con le società di sale da giochi e, nella legge di stabilità da presentare entro il 15 ottobre prossimo verrà introdotta quella che per ora viene definita Service Tax. La tassa sarà sia in sostituzione della Tares, la tassa sui rifiuti introdotta da Mario Monti nel 2011 e che si paga a metri quadri, sia per i “servizi indivisibili” pagati dall’occupante della casa. Quali siano questi servizi indivisibili per ora non è dato sapere, e come un po’ tutto del decreto legge resta una nube di poca chiarezza che dovrà essere dissolta nelle prossime settimane.

È giusto eliminare una tassa su un bene così facilmente individuabile come un’abitazione? È giusto aumentare le tasse alla popolazione in affitto? É giusto far pagare ai più deboli il prezzo politico della saldatura del governo in carica? È giusto gravare ancora sugli enti locali, già abbondantemente provati da tagli non razionali? Quanto andrà effettivamente ad incidere la Service Tax sulle tasche degli italiani e perché sembra quasi impossibile in questo paese programmare una politica fiscale a lungo termine, senza tasse che nascano e muoiano nel giro di pochi mesi? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo, ma è sempre giusto ricordarci che, come scrive Michele Serra sull’amaca di oggi “niente è più iniquo che trattare allo stesso modo i poveri e i ricchi.

The following two tabs change content below.

Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
blog comments powered by Disqus