730 precompilato: in parte si parte

09/03/2015 di Federico Nascimben

Dal 15 aprile prende il via la nuova dichiarazione dei redditi precompilata. Vediamo come funziona e cosa cambia.

In seguito alla pubblicazione di una circolare dell’Agenzia delle Entrate di fine febbraio, si è tornati a parlare di 730 precompilato. Una tappa che a detta del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dovrebbe rappresentare una svolta nei rapporti tra contribuente e fisco.

Andiamo con ordine. La nuova dichiarazione dei redditi rientra all’interno della delega fiscale (legge n.23 dell’11 marzo 2014) che riprende un disegno di legge di iniziativa legislativa della scorsa legislatura che non concluse il suo iter in quanto non venne approvato al Senato. La delega fiscale, come forse noto, soffre dalle sue origini di un ritardo cronico per quanto riguarda i tempi di attuazione (molto probabilmente perché deve conferire al Governo i poteri per la realizzazione di un “sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”), e il termine originario al 26 marzo 2015 è stato da poco prorogato di altri sei mesi.

Ad ogni modo, ad oggi sono stati approvati tre decreti legislativi: il primo di questi riguarda proprio il 730 precompilato, approvato in via preliminare dal Governo il 20 giugno 2014, ed entrato definitivamente in vigore il 13 dicembre. A partire dal 15 aprile di quest’anno, per il periodo d’imposta 2014, è introdotto in via sperimentale la nuova dichiarazione dei redditi precompialata, messa a disposizione in una sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate, e valida per tutti i lavoratori dipendenti e assimilati e per i pensionati (circa 20 milioni quest’anno), che potrà essere accettata o modificata, e che si aggiungerà al tradizionale modello 730.

Il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.
Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

In seguito ad una registrazione sul sito dell’Agenzia (che sarà solo parziale e che richiederà tempi certamente non brevi e, immaginiamo, procedure che chiunque si sia rapportato con la P.A. ben conosce), a partire dal 15 aprile di ogni anno questa metterà a disposizione online la dichiarazione dei redditi precompilata. Il vantaggio più consistente riguarda i controlli: “se il 730 precompilato – scrive la stessa Agenzia – viene presentato senza effettuare modifiche, direttamente oppure al sostituto d’imposta, non saranno effettuati i controlli documentali sulle spese comunicate all’Agenzia dai soggetti che erogano mutui fondiari e agrari, dalle imprese di assicurazione e dagli enti previdenziali (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali). Se il 730 precompilato viene presentato, con o senza modifiche, al Caf o al professionista abilitato, i controlli documentali saranno effettuati nei confronti di questi ultimi”.

Nella recente circolare del Fisco di fine febbraio (283 pagine, di cui 267 di specifiche tecniche) si precisa che “il visto di conformità sul 730 può essere rilasciato solo dai Caf e dagli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e in quello dei consulenti del lavoro“. Questo, naturalmente, nel caso in cui il contribuente decida di affidarsi comunque ad un terzo per la compilazione della propria dichiarazione. Qui c’è una ulteriore nota dolente, perché, in primis, Caf e professionisti dovranno adeguare il massimale della polizza per la copertura dei rischi derivanti dall’assistenza fiscale e, in secundis, su di loro ricadranno, in parte, maggiori responsabilità, sanzioni e oneri nel caso di modifiche sul precompilato.

Come recita sempre la circolare, infatti, “le responsabilità in capo al Caf o al professionista sono limitate al solo visto infedele, e non ai comportamenti di condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Inoltre, se il Caf o il professionista riscontrano errori sul visto, sono tenuti ad avvisare il contribuente e a presentare una dichiarazione rettificativa entro il 10 novembre dell’anno in cui è stata prestata assistenza, anche senza il consenso di quest’ultimo. La responsabilità degli intermediari è, in questi casi, limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente. L’Amministrazione finanziaria ha, infine, il potere di sospendere o di revocare l’abilitazione ai professionisti che hanno commesso gravi e ripetute inadempienze, ad esempio l’alterazione della scelta del contribuente in merito alla destinazione del due, cinque e otto per mille”.

Per procedere alla rivoluzione, sono stati anticipate ed uniformate alcune scadenze: “si anticipa al 28 febbraio il termine (attualmente 30 aprile) per la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ad alcuni oneri deducibili e detraibili sostenuti nell’anno precedente, quali interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare, ed al 7 marzo quello per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei Cud da parte dei sostituti. Si armonizzano, poi, i termini di presentazione, consegna ai contribuenti e trasmissione della dichiarazione, unificati al 7 luglio”.

Per quest’anno, nel 730 precompilato l’Agenzia delle Entrate utilizzerà tutte le informazioni disponibili nell’anagrafe tributaria, i dati trasmessi da banche, assicurazioni ed enti previdenziali, e i dati resi disponibili dai sostituti d’imposta. Perciò da quest’anno saranno presenti interessi passivi sui mutui, premi per le assicurazioni su vita, morte e infortuni e contributi per la previdenza complementare. Solo a partire dal periodo d’imposta 2016, e quindi dalle dichiarazioni precompilate del 2017, saranno presenti le spese sanitarie e altre spese detraibili (es. spese funebri, scolastiche e donazioni). Perciò per ora la rivoluzione sarà assolutamente parziale, in quanto, ad esempio, le sole detrazioni per spese mediche sono state richieste l’anno scorso dall’85% dei contribuenti.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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