500 euro ai diciottenni, una misura inutile?

27/11/2015 di Ludovico Martocchia

In cosa consiste il nuovo bonus per i giovani? Ma soprattutto sarà utile? Sicuramente è una misura uguale per destinatari in condizioni sociali differenti. Vantaggi e critiche dell’idea di Renzi della settimana.

La politica degli annunci. Quella che a volte funziona, altre volte no. Non è più un evento eccezionale, ma la regolarità del marketing politico odierno. È un decision-making per spot, brevi e coincisi, facilmente quantificabili: dagli 80 euro ai dipendenti, ai 500 euro ai diciottenni. Con questo non si vuole dare un giudizio morale. Ma solamente constatare come il pop pervada la politica, soprattutto ai livelli più alti di governo.

La polemica. Questa settimana il premier Matteo Renzi ha rivelato la prossima misura che sarà inserita nella legge di Stabilità del 2016. Si tratta di un bonus da 500 euro spendibili in attività culturali per chi compirà diciotto anni il prossimo anno. Da qui le scontate polemiche. «Una mossa totalmente elettorale» – ha subito chiosato Maurizio Landini – «si vede che Renzi si rende conto che fra un po’ si dovrà andare a votare e spera così ottenere il voto dei diciottenni che vanno alle urne per la prima volta». Dello stesso avviso è il Movimento Cinque Stelle: «La cultura italiana e i giovani hanno bisogno di misure strutturali e non di briciole o misure spot» – hanno fatto sapere alcuni parlamentari. Ha risposto poi il responsabile economico del Partito democratico Filippo Taddei: «Perché sia una mancia elettorale ci devono essere le elezioni e, a quanto mi risulta non ci sono elezioni prossime. Non si fa un’iniziativa sui diciottenni per le amministrative».

Al di là di una mancia. Si mettano da parte le dispute animose, parzialmente inutili, dato che il governo con difficoltà otterrà più consensi con una misura di questo genere – ricordiamo che i neo-diciottenni saranno circa 550 mila. Sarebbe abbastanza penoso pensare che parte dei giovani italiani si convincerà a votare nei prossimi anni Matteo Renzi per un po’ di biglietti del teatro. Ma questa è pur sempre una supposizione. Di più rilevanza sarebbe una valutazione critica della manovra in sé. Insomma, è utile? E sufficiente? La risposta alla seconda domanda è certamente scontata: ovviamente no. Sulla prima, i dubbi sono maggiori.

La manovra. Facendo pochi calcoli, il costo totale dell’operazione ammonterà a 275 milioni di euro, che saranno ottenuti ricorrendo ad ulteriore deficit. Già qui si potrebbe storcere il naso, anche perché il presidente del Consiglio ha chiarito che il bonus sarà collegato alla lotta al terrorismo, secondo l’equazione: “un miliardo in più alla sicurezza, un miliardo in più alla cultura”. Forse delle tre misure elencate da Renzi le prime due sarebbero più utili e consistenti: borse di studio per i giovani meritevoli (50 milioni) e contribuiti alle associazioni culturali (150 milioni). E’ vero che il fondamentalismo si sconfigge con la cultura, eppure combattere l’Isis con i 500 euro, più che uno spot, sembra una barzelletta.

A cosa serviranno. Alla fine, se arriveranno, i soldi del bonus potranno essere utilizzati per coprire alcune voci di spesa. In particolare: biglietti per il teatro, il cinema e i concerti (incluse altre iniziative culturali, tra cui i musei). Non vi sono certezza sulla possibilità di spendere il bonus – che sarà applicato sotto forma di una carta per gli acquisti – per l’apprendimento (libri, abbonamenti, ebook, tablet e pc). Sarebbe una pecca se non fossero inclusi. Guardando gli ultimi sondaggi – da prendere con le molle non conoscendo la grandezza del campione – i giovani preferirebbero investire in libri (25%) e lingue straniere (33%).

Misura uguale, destinatari diversi. Ma non è l’unica critica. È interessante il parere del professor Ferrera sul Corriere della Sera: «Dare 500 euro a tutti significa trattare in modo eguale giovani che si trovano in condizioni di partenza molto diseguali, violando il principio dell’eguaglianza di opportunità». La valutazione dell’editorialista si estende su tutto l’operato del governo Renzi. Si preferiscono misure universali – come l’abolizione della tasse della prima casa o gli 80 euro – per persone con status sociali differenti. Basti pensare solamente alla peggiore situazione degli studenti e dei giovani al Sud.

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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